27 giugno 2021

Pensione a Quota 41 per Lavoratori Precoci: Requisiti e Chi Può Chiederla, Come Funziona

I lavoratori precoci che possono chiedere la pensione anticipata a Quota 41, requisiti, tempi per la domanda.
La Quota 41 per i precoci non è una pensione anticipata che può essere richiesta da tutti i lavoratori precoci con 41 anni di contributi, la soluzione fortemente richiesta da questa categoria, ma una pensione a Quota 41 per precoci disoccupati, o invalidi, o addetti a lavori usuranti o mansioni gravose, o che devono assistere parenti disabili. Si tratta dunque di uno sconto degli anni di contributi per la pensione anticipata pari ad un anno e 10 mesi per i lavoratori precoci, a 10 mesi per le lavoratrici precoci, che si trovano in particolari situazioni di difficoltà.

Per i lavoratori precoci che non rientrano nelle situazioni di seguito descritte valgono le consuete regole per la pensione anticipata introdotte con la Legge Fornero ed in più possono domandare, se ne hanno i requisiti, l'APE - Anticipo Pensionistico.

Requisiti per la pensione a Quota 41 per precoci

Per usufruire della pensione anticipata a Quota 41 il primo requisito da rispettare è aver iniziato a lavorare prima del 19 anni ed avere, al compimento di tale data, almeno un anno di contributi (12 mesi) anche non continuativo: questa infatti è la definizione di lavoratrice e lavoratore precoce per l'accesso alla pensione con 41 anni di contributi.

NB - La legge originale prevede che per la Quota 41 precoci non valga la sospensione dell'adeguamento all'aspettativa di vita, sospensione introdotta con la Legge di Stabilità 2018 per alcune categorie, ma col decreto del governo Conte emanato il 17 gennaio 2019 è stato bloccato il già previsto aumento di 5 mesi: dunque fino al 2026 il requisito contributivo resta di 41 anni.


Inoltre occorre avere anzianità contributiva al 31 dicembre 1995, ma questo è un requisito ovvio, scontato. Importantissimo specificare che dovrebbe valere la solita disciplina dei contributi figurativi per la pensione anticipata: occorrerà che l'INPS confermi e specifichi il tutto con apposite istruzioni, ma pare che i figurativi potranno essere contati se ci sono almeno 35 anni di contributi effettivi.

Sempre a proposito del calcolo dei contributi, il decreto attuativo firmato dal governo Gentiloni certifica che anche per questa Quota 41 vale il cumulo gratuito dei contributi versati in diverse gestioni, altra novità introdotta nel 2017.

Questo per quel che riguarda i contributi totali, ma occorre precisare che l'INPS ha informato, in seguito alla pubblicazione dei decreti ministeriali, che per il requisito dei 12 mesi di contributi maturati entro i 19 anni di età, condizione per essere riconosciuti lavoratori precoci, si considera solo la contribuzione obbligatoria (contribuzione per periodi di lavoro effettivi) dovuta per i periodi di prestazione effettiva di lavoro espressa in mesi, settimane o giorni riferita all'anzianità contributiva utile per il diritto e la misura secondo le rispettive discipline vigenti presso le varie forme assicurative previdenziali. Non valgono i contributi volontari, il riscatto degli studi, il riscatto del periodo militare o altra contribuzione figurativa, sì invece i periodi di lavoro all’estero riscattati ed i periodi riscattati per omissioni contributive.

La pensione anticipata con Quota 41 per precoci non porta a penalizzazioni sulla pensione ed è accessibile ai lavoratori / alle lavoratrici del settore privato e del settore pubblico, dipendenti e autonomi/autonome (artigiani, commercianti, coltivatori diretti) ma non per gli iscritti a forme di previdenza obbligatorie private come i liberi professionisti (avvocati, commercialisti) nonchè gli iscritti presso l'Inpgi

Quali lavoratori precoci possono domandare la pensione a Quota 41

Come detto però solo alcune categorie di lavoratrici e lavoratori precoci potranno andare in pensione con 41 anni di contributi, ovvero chi è in una (o più) di queste situazioni:
  • siano disoccupati per licenziamento, dimissioni per giusta causa, risoluzione consensuale del contratto di lavoro, e abbiano terminato di prendere l'indennità di disoccupazione da almeno tre mesi prima della domanda di pensione con Quota 41 (i lavoratori agricoli "non occupati sulla base delle risultanze Unilav", vedasi anche più sotto per una importante specificazione); con un emendamento inserito nella Legge di Stabilità 2018 si allarga l'accesso a questa Quota 41 anche in caso di scadenza di un contratto a termine a condizione che l'interessato nei tre anni precedenti la cessazione del rapporto abbia avuto periodi di lavoro dipendente per almeno 18 mesi
  • siano riconosciuti invalidi almeno al 74%
  • siano "caregivers" rientranti in uno dei due seguenti casi: 1) almeno da sei mesi prima dalla domanda di pensione con Quota 41 assistano un parente di primo grado convivente (genitori, figli) o il coniuge con disabilità grave secondo i parametri della legge 104; in questi casi un importante chiarimento dall'INPS specifica che se a usufruire di permessi Legge 104 o congedo straordinario art.42, co. 5 del Dlgs 151/2001 per assistere un parente è un altro membro del nucleo familiare del lavoratore che vuole accedere all'APE Social, non vi è alcun impedimento alla richiesta; resta però inteso che l'APE Social per motivi legati all'assistenza di un familiare disabile o malato grave può essere fruito solo una volta con riferimento alla medesima persona assistita - 2) con una modifica inserita nella Legge di Stabilità 2018, l'APE Social diventa accessibile anche ai caregivers che assistono un parente o un affine di secondo grado disabile o malato grave se i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravità abbiano compiuto i settanta anni di età oppure siano anch'essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti
  • siano lavoratori addetti a mansioni usuranti o lavoratori notturni secondo quanto stabilito dall'art. 1 commi da 1 a 3 del decreto legislativo del 21 aprile 2011, n. 67
  • abbiano svolto in via continuativa, per almeno 6 anni nei 7 precedenti la domanda, o per almeno 7 anni nei 10 precedenti la domanda, "mansioni gravose" (cioè per le quali è richiesto un impegno tale da rendere particolarmente difficoltoso e rischioso il loro svolgimento in età avanzata) nell'ambito di questo elenco di professioni: [prime 11 categorie indicate nella Legge di Stabilità 2017] 1) gli operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici; 2) conduttori di gru o di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni; 3) conciatori di pelli e di pellicce; 4) conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante; 5) conduttori di mezzi pesanti e camion; 6) personale delle professioni sanitarie infermieristiche e ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni; 7) addetti all’assistenza di persone in condizioni di non autosufficienza; 8) insegnanti della scuola dell’infanzia ed educatori degli asili nido; 9) facchini, addetti allo spostamento merci e assimilati; 10) personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia; 11) operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti - [altre quattro categorie aggiunte dalla Legge di Stabilità 2018] 12) operai dell'agricoltura, della zootecnia e pesca; 13) marittimi imbarcati a bordo e personale viaggiante dei trasporti marini ed acque interne; 14) pescatori della pesca costiera, in acque interne, in alto mare dipendenti o soci di cooperative; 15) siderurgici di prima e seconda fusione e lavoratori del vetro addetti a lavori ad alte temperature non già ricompresi nel perimetro dei lavori usuranti

Pensione Quota 41 e lavoro usurante o notturno

Particolare il caso di chi ha svolto lavori usuranti o notturni: se precoci con 41 anni di contributi possono accedere appunto alla Quota 41, altrimenti all'APE Social oppure alle possibilità descritte nella guida La pensione per lavoro usurante o notturno con requisiti agevolati.

Quota 41 per i lavoratori agricoli

Tra i requisiti per fare domanda di pensionamento con Quota 41 c'è l'aver finito di prendere l'indennità di disoccupazione da almeno tre mesi (come scritto nel primo punto più sopra): ma la disoccupazione agricola è diversa da quella "normale" perché viene erogata dall'INPS in una unica soluzione l'anno dopo che si resta disoccupati, facendone domanda nel periodo 1 gennaio - 31 marzo appunto dell'anno successivo. Ad esempio un lavoratore agricolo disoccupato nel 2018 prenderà la disoccupazione agricola nel 2019.

Nella circolare INPS 99-2017, dove ci sono le istruzioni operative per la Quota 41 nel suo globale, è specificato che "Per quanto riguarda gli operai agricoli, lo sfasamento temporale tra il periodo di disoccupazione ed il momento in cui viene corrisposta la relativa indennità, impone di computare il trimestre di cui all’articolo 2, comma 1 del D.P.C.M. a far data dal licenziamento o le dimissioni per giusta causa (verificati tramite le risultanze Unilav) se avvenuti nell'anno in cui è proposta la domanda di pensionamento o, se avvenuti in precedenza, dalla fine dell’anno precedente a quello di presentazione della domanda". Inoltre, siccome la Quota 41 non è compatibile con la percezione dell'indennità di disoccupazione (vale per tutti i lavoratori chiaramente), si precisa che "la percezione dell'indennità di disoccupazione agricola corrisposta nel 2017 deve considerarsi ininfluente ai fini del beneficio [accesso alla Quota 41] trattandosi di prestazione riferita a eventi di disoccupazione relativi all'anno 2016".

Quanto detto vale totalmente anche per l'APE Social.

Quando fare domanda di pensione anticipata con Quota 41

quota 41 per la pensione dei lavoratori precoci Le risorse finanziarie sono limitate perché c'è un preciso budget annuale: se le domande dovessero essere superiori a quelle sostenibili con le risorse previste, verranno prima accettate quelle che rispondono ad ulteriori requisiti di "gravità" e quelle giunte prima, le altre verranno differite.

La procedura per accedere alla pensione anticipata a Quota 41 è in due fasi: prima si deve fare domanda all'INPS di verifica dei requisiti, solo dopo che l'Istituto li accerta e ne dà comunicazione al lavoratore / alla lavoratrice precoce si deve fare la domanda di pensionamento.

Queste le scadenze per l'istanza di verifica dei requisiti:
  • chi matura il requisito contributivo tra il 1 gennaio e il 31 dicembre 2021 può fare domanda entro il 1 marzo 2021 (istanza tempestiva) ed entro il 30 giugno l'INPS deve fornire risposta
  • si può fare domanda tra il 2 marzo e il 30 novembre (istanza tardiva), ma nel caso che le richieste accolte siano superiori alle risorse finanziarie disponibili si darà precedenza a chi ha fatto prima istanza di verifica
  • i lavoratori precoci impiegati nelle mansioni gravose che danno diritto alla Quota 41 (e all'APE Social per chi non è precoce) hanno tempo fino al 20 aprile per integrare il Modello AP 116: comunque anche in questo caso la domanda di verifica dei requisiti per l'accesso alla quota 41 precoci deve essere fatta entro il 1 marzo
I vari requisiti su indicati devono essere già raggiunti al momento dell'istanza iniziale, tranne il requisito contributivo che può essere raggiunto entro fine anno.

IMPORTANTE: le procedure sono le stesse per l'accesso all'APE Social: dunque i precoci che non hanno i requisiti per la Quota 41 o che sono "incerti" se li hanno per la Quota 41 o per l'APE Social o per l'APE Volontario devono fare in fretta a verificare e a presentare le istanze all'INPS.

Quota 41 precoci: chi non ha i requisiti può chiedere l'APE

Come detto i lavoratori precoci con 41 anni di contributi ma che non rientrano nelle categorie descritte sopra potranno eventualmente richiedere l'APE, precisamente l'APE Volontario, oppure attendere il raggiungimento dei normali requisiti contributivi per la pensione anticipata.

Invece i lavoratori precoci che non raggiungono la Quota 41 ma si ritrovano in una delle situazioni su indicate potranno richiedere l'APE Social, come tutti i lavoratori non precoci: per tutti i dettagli vi rimandiamo alla guida completa Anticipo Pensionistico: requisiti, chi può domandarlo.

NB - I precoci che accedono alla pensione anticipata con Quota 41 non potranno svolgere alcun tipo di lavoro per un periodo di tempo uguale alla differenza tra l'anzianità contributiva per la pensione anticipata e l'anzianità contributiva al momento della pensione con Quota 41.

Tenuto conto che questa limitata Quota 41 precoci è, in definitiva, uno sconto di 10 mesi per le lavoratrici e di un anno e 10 mesi per i lavoratori, si capisce bene perchè ci sia ancora parecchia insoddisfazione tra gli interessati / le interessate.
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