29 giugno 2017

Pensione a Quota 41 per Lavoratori Precoci: Requisiti e Chi Può Chiederla, Come Funziona

I lavoratori precoci che possono chiedere la pensione anticipata a Quota 41, requisiti, tempi per la domanda - aggiornamento 29 giugno 2017
Tra le novità della riforma pensioni 2017 c'è anche la Quota 41 per i precoci, ma attenzione: non è una pensione anticipata che può essere richiesta da tutti i lavoratori precoci con 41 anni di contributi, la soluzione fortemente richiesta da questa categoria, ma una pensione a Quota 41 per precoci disoccupati, o invalidi, o addetti a lavori usuranti o mansioni gravose, o che devono assistere parenti disabili. Si tratta dunque di uno sconto degli anni di contributi per la pensione anticipata pari ad un anno e 10 mesi per i lavoratori precoci, a 10 mesi per le lavoratrici precoci, che si trovano in particolari situazioni di difficoltà. Vediamo dunque i dettagli (anche le particolarità per i lavoratori agricoli e del comparto scuola), ricordando che per i lavoratori precoci che non rientrano nelle situazioni descritte valgono le consuete regole per la pensione anticipata introdotte con la Legge Fornero ed in più potranno domandare, se ne avranno i requisiti, l'APE - Anticipo Pensionistico dal 1 maggio 2017, data dalla quale sarà possibile anche fare domanda per la pensione precoci con Quota 41: la finestra temporale sarà aperta fino al 15 luglio 2017 per le richieste della verifica dei requisiti per il pensionamento anticipato per quest'anno [firmati i decreti attuativi dal governo, le date sono ufficiali], mentre per il 2018 si avrà tempo fino al mese di marzo del prossimo anno.

Requisiti per la pensione a Quota 41 per precoci - Per usufruire della pensione anticipata a Quota 41 il primo requisito da rispettare è aver iniziato a lavorare prima del 19 anni ed avere, al compimento di tale data, almeno un anno di contributi (12 mesi) anche non continuativo: questa infatti è la definizione di lavoratrice e lavoratore precoce data dal governo Renzi per l'accesso alla pensione con 41 anni di contributi, che diventeranno 41 anni e 5 mesi dal 2019 per effetto dell'adeguamento all'aspettativa di vita.. Inoltre occorre avere anzianità contributiva al 31 dicembre 1995, ma questo è un requisito ovvio, scontato. Importantissimo specificare che dovrebbe valere la solita disciplina dei contributi figurativi per la pensione anticipata: occorrerà che l'INPS confermi e specifichi il tutto con apposite istruzioni, ma pare che i figurativi potranno essere contati se ci sono almeno 35 anni di contributi effettivi.
Sempre a proposito del calcolo dei contributi, il decreto attuativo firmato dal governo Gentiloni certifica che anche per questa Quota 41 vale il cumulo gratuito dei contributi maturati in diverse gestioni, altra novità della riforma pensioni 2017.

Questo per quel che riguarda i contributi totali, ma occorre precisare che l'INPS ha informato, in seguito alla pubblicazione dei decreti ministeriali, che per il requisito dei 12 mesi di contributi maturati entro il 19esimo anno di età, condizione per essere considerati lavoratori precoci, si considera la sola contribuzione obbligatoria (contribuzione per periodi di lavoro effettivi) dovuta per i periodi di prestazione effettiva di lavoro espressa in mesi, settimane o giorni riferita all'anzianità contributiva utile per il diritto e la misura secondo le rispettive discipline vigenti presso le varie forme assicurative previdenziali. Non valgono i contributi volontari, il riscatto degli studi, il riscatto del periodo militare o altra contribuzione figurativa, sì invece i periodi di lavoro all’estero riscattati ed i periodi riscattati per omissioni contributive.

La pensione anticipata con Quota 41 per precoci non porta a penalizzazioni sulla pensione ed è accessibile ai lavoratori / alle lavoratrici del settore privato e del settore pubblico, dipendenti e autonomi/autonome (artigiani, commercianti, coltivatori diretti) ma non per gli iscritti a forme di previdenza obbligatorie private come i liberi professionisti (avvocati, commercialisti) nonchè gli iscritti presso l'Inpgi

Quali lavoratori precoci possono domandare la pensione a Quota 41 - Come detto però solo alcune categorie di lavoratrici e lavoratori precoci potranno andare in pensione con 41 anni di contributi, ovvero chi è in una (o più) di queste situazioni:
  • siano disoccupati per licenziamento, dimissioni per giusta causa, risoluzione consensuale del contratto di lavoro, e abbiano terminato di prendere l'indennità di disoccupazione da almeno tre mesi prima della domanda di pensione con Quota 41 (i lavoratori agricoli "non occupati sulla base delle risultanze Unilav", vedasi anche più sotto per una importante specificazione)
  • siano riconosciuti invalidi almeno al 74%
  • siano "caregivers", ovvero che almeno da sei mesi prima dalla domanda di pensione con Quota 41 assistano un parente di primo grado convivente (genitori, figli) o il coniuge con disabilità grave secondo i parametri della legge 104 [NB: importante chiarimento dall'INPS - se a usufruire di permessi Legge 104 o congedo straordinario art.42, co. 5 del Dlgs 151/2001 per assistere un parente è un altro membro del nucleo familiare del lavoratore che vuole accedere all'APE Social, non vi è alcun impedimento alla richiesta; resta però inteso che l'APE Social per motivi legati all'assistenza di un familiare disabile o malato grave può essere fruito solo una volta con riferimento alla medesima persona assistita]
  • siano lavoratori addetti a mansioni usuranti o lavoratori notturni secondo quanto stabilito dall'art. 1 commi da 1 a 3 del decreto legislativo del 21 aprile 2011, n. 67
  • negli ultimi sei anni abbiano svolto in via continuativa "mansioni gravose" (cioè per le quali è richiesto un impegno tale da rendere particolarmente difficoltoso e rischioso il loro svolgimento in età avanzata) nell'ambito di questo elenco di professioni: -operai edili e dell’industria estrattiva -maestre di asilo o asilo nido -conciatori di pelli -autisti di mezzi pesanti -gruisti e conduttori di mezzi da cantiere -macchinisti ferro tranvieri -operatori ecologici e addetti ai rifiuti -facchini -addetti alle pulizie -infermieri ed ostetriche che lavorano in turni-personale per assistenza a soggetti non autosufficienti [aggiornamento 4 maggio: con un correttivo introdotto proprio all'ultimo nei decreti attuativi, in caso di periodi di interruzione lavorativa nei 6 anni precedenti la decorrenza della Quota 41 allora si può recuperare quanto manca - massimo 12 mesi - se nel settimo anno precedente si sono svolti lavori gravosi; ad esempio se tra il 2011 ed il 2017 c'è stato un periodo di inattività o di interruzione di 12 mesi, ipotizziamo tra il 2012 ed il 2013, il lavoratore non perde il diritto alla pensione anticipata a Quota 41 se tra il 2010 ed il 2011 (appunto il settimo anno antecedente la decorrenza) abbia svolto le predette attività gravose per 12 mesi. Resta comunque che il lavoro classificato gravoso (vedasi i punti sopra) deve essere svolto al momento della decorrenza della pensione]
Particolare il caso di chi ha svolto lavori usuranti o notturni: se precoci con 41 anni di contributi possono accedere appunto alla Quota 41, altrimenti all'APE Social oppure alle possibilità descritte nella guida La pensione per lavoro usurante o notturno con requisiti agevolati.

Quota 41 per i lavoratori agricoli - Tra i requisiti per fare domanda di pensionamento con Quota 41 c'è l'aver terminato la percezione dell'indennità di disoccupazione da almeno tre mesi (come scritto nel primo punto più sopra): ma la disoccupazione agricola è diversa da quella "normale" perchè viene erogata dall'INPS in una unica soluzione l'anno dopo che si resta disoccupati, facendone domanda nel periodo 1 gennaio - 31 marzo appunto dell'anno successivo. Ad esempio un lavoratore agricolo disoccupato nel 2017 prenderà la disoccupazione agricola nel 2018.
Nella circolare INPS 99-2017, dove ci sono le istruzioni operative per la Quota 41 nel suo globale, è specificato che "Per quanto riguarda gli operai agricoli, lo sfasamento temporale tra il periodo di disoccupazione ed il momento in cui viene corrisposta la relativa indennità, impone di computare il trimestre di cui all’articolo 2, comma 1 del D.P.C.M. a far data dal licenziamento o le dimissioni per giusta causa (verificati tramite le risultanze Unilav) se avvenuti nell'anno in cui è proposta la domanda di pensionamento o, se avvenuti in precedenza, dalla fine dell’anno precedente a quello di presentazione della domanda". Inoltre, siccome la Quota 41 non è compatibile con la percezione dell'indennità di disoccupazione (vale per tutti i lavoratori chiaramente), si precisa che "la percezione dell'indennità di disoccupazione agricola corrisposta nel 2017 deve considerarsi ininfluente ai fini del beneficio [accesso alla Quota 41] trattandosi di prestazione riferita a eventi di disoccupazione relativi all'anno 2016".
Quanto detto vale totalmente anche per l'APE Social.

quota 41 per la pensione dei lavoratori precoci Quando fare domanda di pensione anticipata con Quota 41 - Le risorse finanziarie sono limitate perchè il governo ha previsto un preciso budget annuale: se le domande dovessero essere superiori a quelle sostenibili con le risorse previste, verranno prima accettate quelle che rispondono ad ulteriori requisiti di "gravità" secondo criteri che verranno resi noti in seguito.

La procedura per accedere alla pensione anticipata a Quota 41 è in due fasi: prima si deve fare domanda all'INPS di verifica dei requisiti, poi una volta che l'Istituto li accerta e ne dà comunicazione al lavoratore / alla lavoratrice precoce occorre fare la domanda di pensionamento. Con l'approvazione dei decreti attuativi da parte del governo Gentiloni le tempistiche sono certe: chi matura i requisiti entro il 31 dicembre 2017 deve fare richiesta di verifica dei requisiti entro e non oltre il 15 luglio 2017, l'INPS darà conferma entro il 15 ottobre. Dato che l'operazione si conclude ad ottobre ma in teoria la Quota 41 è partita dal 1 maggio 2017, chi è in possesso dei requisiti richiesti avrà diritto agli arretrati maturati tra la data di maturazione dei requisiti e quella di accertamento del relativo diritto.

Istanza tardiva: entro il 30 novembre 2017 possono fare ancora domanda i lavoratori che nel 2017 perfezionano i requisiti oggettivi dopo il 15 luglio ma entro il 30 novembre. I requisiti oggettivi sono lo stato di disoccupazione per licenziamento con esaurimento integrale dell'ammortizzatore sociale, invalidità non inferiore al 74%, assistenza al disabile convivente da almeno sei mesi, svolgimento di mansioni gravose o usuranti, invece l'età anagrafica e gli anni di contributi (requisiti anagrafici e contributivi) possono essere maturati entro il 31 dicembre 2017. Lo stesso dicasi per l'istanza tardiva per l'Anticipo Pensionistico.

Chi invece matura i requisiti tra il 1 gennaio e il 31 dicembre 2018 dovrà fare domanda di verifica tra il 1 gennaio e il 31 marzo 2018.
IMPORTANTE: le tempistiche sono le stesse per l'accesso all'APE Social: dunque i precoci che non hanno i requisiti per la Quota 41 o che sono "incerti" se li hanno per la Quota 41 o per l'APE Social o per l'APE Volontario devono fare in fretta a verificare e a presentare le istanze all'INPS.
Quota 41 precoci: chi non ha i requisiti può chiedere l'APE - Come detto i lavoratori precoci con 41 anni di contributi ma che non rientrano nelle categorie descritte sopra potranno eventualmente richiedere l'APE, precisamente l'APE Volontario, oppure attendere il raggiungimento dei normali requisiti contributivi per la pensione anticipata.
Invece i lavoratori precoci che non raggiungono la Quota 41 ma si ritrovano in una delle situazioni su indicate potranno richiedere l'APE Social, come tutti i lavoratori non precoci: per tutti i dettagli vi rimandiamo alla guida completa Anticipo Pensionistico: requisiti, chi può domandarlo.
NB - I precoci che accedono alla pensione anticipata con Quota 41 non potranno svolgere alcun tipo di lavoro per un periodo di tempo uguale alla differenza tra l'anzianità contributiva per la pensione anticipata (fino al 2019 di 42 anni e 10 mesi per gli uomini, 41 anni e 10 mesi le donne) e l'anzianità contributiva al momento della pensione con Quota 41.
Tenuto conto che questa limitata Quota 41 precoci è, in definitiva, uno sconto di 10 mesi per le lavoratrici e di un anno e 10 mesi per i lavoratori, si capisce bene perchè ci sia ancora parecchia insoddisfazione tra gli interessati / le interessate.

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