I requisiti per l'assegno ordinario di invalidità, la compatibilità col lavoro, la validità dei contributi per la pensione, quando si può avere l'integrazione al minimo INPS.

Assegno Ordinario di Invalidità (Requisiti e Importi 2019, Differenze con la Pensione d'Invalidità Civile)

Guida all'assegno ordinario di invalidità aggiornata con gli importi e i requisiti 2019 - Tra le principali prestazioni a sostegno dei lavoratori invalidi, l'AOI è una prestazione economica non reversibile, diritto di lavoratori dipendenti e autonomi (anche coltivatori diretti, coloni e mezzadri) ma non dei lavoratori pubblici, che dipende dai contributi versati nei 5 anni precedenti all'evento che ha generato l'invalidità al lavoro di almeno i 2/3 della capacità lavorativa. Va subito precisato, in quanto non è raro che si faccia confusione che l'assegno ordinario di invalidità è diverso dalla pensione di invalidità civile perchè quest'ultima non richiede un requisito contributivo in quanto è un sostegno di natura assistenziale. Anche per l'assegno ordinario di invalidità vale l'integrazione al minimo INPS, seppur con alcune regole particolari, e in caso di decesso del titolare non vale la reversibilità ma i superstiti hanno comunque diritto alla pensione indiretta.

Chi può domandare l'assegno ordinario d'invalidità e i requisiti minimi richiesti - L'assegno ordinario d'invalidità può essere domandato dai lavoratori dipendenti del settore privato ma non dai lavoratori dipendenti del settore pubblico, per i quali vale invece la disciplina apposita. Inoltre è domandabile dai lavoratori autonomi quali artigiani e commercianti, dai lavoratori del settore agricolo se coltivatori diretti, coloni  e mezzadri, dagli iscritti ad alcuni fondi pensioni sostitutivi ed integrativi dell’assicurazione generale obbligatoria, dai lavoratori parasubordinati.


Tra i requisiti per l'assegno ordinario d'invalidità non c'è quello anagrafico, quindi nessun limite minimo di età. I requisiti richiesti sono invece di natura medico-legale e contributiva:
  • riduzione permanente di almeno i due terzi della capacità lavorativa; attenzione però: come specificano le sentenze 17812/2003 e 7770/2006 della Cassazione, non valgono per l'assegno ordinario d'invalidità le tabelle per la valutazione dell'invalidità civile in quanto basate sulla generica capacità di lavoro, invece per l'assegno ordinario d'invalidità si deve far riferimento alle "capacità di lavoro in occupazione confacenti alle attitudini specifiche dell'assicurato"
  • essere iscritti al fondo pensionistico da almeno 5 anni (INPS o altro), con almeno 5 anni di contribuzione e assicurazione (260 contributi settimanali versati) di cui almeno 3 (156 contributi settimanali versati) nel quinquennio precedente la domanda; si devono escludere dal conteggio i periodi di assenza per astensione facoltativa dopo il parto (quello che ora si chiama congedo parentale), i periodi di lavoro subordinato all'estero in paesi con cui l'Italia non ha ratificato accordi o convenzioni previdenziali, i periodi di servizio militare oltre al servizio di leva, i periodi di malattia superiori ad un anno, i periodi di iscrizione a forme di previdenza obbligatorie diverse da quelle sostitutive dell'assicurazione Ivs per i quali sia stabilito altro trattamento obbligatorio di previdenza se non danno diritto alla corresponsione della pensione: tali periodi sono considerati neutri e quindi fanno andare indietro i limiti dei 3 e dei 5 anni su indicati; non vale il bonus contributivo per lavoratori invalidi, che è utile solo per la pensione di vecchiaia o anticipata
NB 1 - Con un'invalidità almeno all'80% e un'eta di almeno 55 anni (donne) / 60 anni (uomini) c'è la possibilità di pensione anticipata per invalidità.

NB 2 - Per il requisito contributivo necessario per l'AOI non si possono utilizzare cumulo e totalizzazione dei contributi.

Durata e revisione dell'assegno ordinario d'invalidità - La durata dell'assegno ordinario d'invalidità è 3 anni, confermabile facendo domanda all'INPS tra 6 mesi prima e 4 mesi dopo la scadenza, per periodi di ugual durata se, ovviamente, permangono le condizioni d'invalidità che riducono di almeno 2/3 la capacità lavorativa. Dopo la terza conferma consecutiva non serve più fare domanda, l'assegno ordinario d'invalidità diventa permanente fino al compimento dell'età per la pensione di vecchiaia.

La revisione per l'assegno ordinario d'invalidità può essere richiesta dall'INPS in qualsiasi momento, anche dopo l'eventuale conferma permanente; è però obbligatoria quando il titolare ha percepito un reddito da lavoro dipendente o autonomo lordo annuo (esclusi solo i contributi previdenziali ed il TFR) superiore al triplo del minimo INPS in vigore.

Assegno ordinario di invalidità e pensione - Va evidenziato che se la pensione d'invalidità si trasforma in assegno sociale INPS (ex pensione sociale) al compimento dell'età prevista per tale prestazione, l'assegno ordinario d'invalidità diventa pensione di vecchiaia quando scatta il requisito anagrafico per quest'ultima: è logico, in quanto la pensione d'invalidità non dipende dal requisito contributivo-lavorativo come invece l'assegno ordinario d'invalidità.

Invece non si può passare da assegno ordinario di invalidità a pensione anticipata o di anzianità, come spiegato dalla circolare INPS 289-1991 che richiama l'articolo 10 comma 1 della legge 222-1984. Innanzi tutto pensione anticipata e assegno ordinario non sono cumulabili perché l'aoi, essendo una prestazione previdenziale, risulta incompatibile con altre pensioni dirette. Non c'è neppure possibilità di conversione da assegno ordinario di invalidità a pensione anticipata quando se ne raggiungono i requisiti contributivi, né è possibile rinunciare all'assegno ordinario di invalidità per prendere la pensione anticipata. Si può solo rinunciare al rinnovo dell'aoi quando scadono i termini triennali e fare poi domanda di pensione anticipata, ma se è stato confermato in via permanente non c'è più altro da fare

Assegno ordinario di invalidità, cumulabilità col lavoro e contributi per la pensione - Prendendo l'assegno ordinario d'invalidità si può continuare a lavorare regolarmente, ma l'assegno stesso viene ridotto del 25% se il totale del reddito da lavoro + assegno ordinario d'invalidità è superiore a quattro volte il minimo INPS, del 50% se superiore a cinque volte.

I periodi in cui si prende l'AOI ma non si lavora valgono per il calcolo degli anni minimi richiesti di contributi per la pensione di vecchiaia ma non per il calcolo della stessa: in altre parole, se si ha preso l'assegno per 15 anni lavorando e 10 senza lavorare, si considerano tutti e 25 anni gli anni di anzianità contributiva ai fini della pensione di vecchiaia, ma per il calcolo dell'importo della pensione valgono solo i 15 anni nei quali si è anche lavorato.

guida completa all'assegno ordinario di invaliditàAssegno ordinario d'invalidità: importo e integrazione al minimo INPS - Come è facile intuire da quanto spiegato fin'ora, l'importo dell'assegno ordinario d'invalidità dipende dai contributi versati e valgono le regole generali ora vigenti per il calcolo della pensione: se ci sono almeno 18 anni di contributi versati entro il 31-12-1995 si applica il sistema retributivo fino al 2011 e per le quote contributive oltre tale data il sistema contributivo, se c'erano meno di 18 anni di contributi versati entro il 31-12-1995 si applica il sistema retributivo fino a tale data e quello contributivo dal 1-1-1996, per chi ha iniziato a versare contributi dal 1-1-1996 si applica il sistema contributivo. In ogni caso, per il calcolo col contributivo si prende come base il coefficiente di trasformazione dei 57 anni di età se il richiedente ha un'età inferiore.

Anche per l'assegno ordinario d'invalidità vale l'integrazione al trattamento minimo INPS, ma solo per se l'AOI è stato erogato prima del 1 gennaio 1996: in tal caso, cioè con l'applicazione del solo sistema contributivo, l'integrazione al minimo non spetta.

Queste le condizioni di reddito aggiornate al 2019 per l'integrazione al minimo INPS dell'assegno ordinario di invalidità (come potete vedere, ci sono alcune differenze con l'integrazione al minimo INPS per la pensione d'invalidità):
  • se non coniugato, reddito personale assoggettabile all'imposta sul reddito delle persone fisiche non superiore a 11.778 euro annui
  • se coniugato, reddito personale sommato a quello del coniuge assoggettabile all'imposta sul reddito delle persone fisiche non superiore a 17.667 euro annui (se quello personale è superiore al limite indicato sopra, non c'è problema: conta la somma con quello del coniuge)
  • nel calcolo del reddito si considera anche quanto preso con lo stesso assegno ordinario d'invalidità; esclusi invece i redditi che derivano dalla casa di abitazione, quelli esenti da IRPEF, soggetti a ritenuta alla fonte e le pensioni di guerra, il TFR ed i trattamenti assimilati (Tfs, Ips), comprese le relative anticipazioni
  • l'integrazione al minimo INPS dell'assegno ordinario d'invalidità implica innanzi tutto che, una volta effettuata l'integrazione, non si superi l'importo stesso del trattamento minimo (per il 2019 siamo a 513,01 euro al mese), poi anche che l'importo della sola integrazione non sia superiore a quello dell'assegno sociale
L'assegno ordinario di invalidità è soggetto a Irpef, dunque è un reddito che va indicato nella dichiarazione dei redditi e sul quale si pagano le consuete tasse. Non è però soggetto a Irpef l'eventuale importo aggiunto per integrazione al minimo INPS.

Non essendo una prestazione a carattere assistenziale, l'assegno ordinario di invalidità dà diritto alla quattordicesima mensilità INPS: va specificato però che tale mensilità aggiuntiva è un diritto per chi ha almeno 64 anni di età (vale per tutti) con un reddito personale lordo annuo non superiore a 10mila euro per la quattordicesima piena, a 13mila euro per la quattordicesima parziale.

L'assegno ordinario d'invalidità è incompatibile con l'indennità di disoccupazione, nel senso che si prende l'uno o si prende l'altra. Tuttavia si ha diritto di scegliere quale percepire quando si ha diritto ad entrambe le prestazioni; inoltre, avendo scelto la Naspi al posto dell'assegno ordinario d'invalidità, si può poi in ogni momento optare per l'assegno (ricordiamo che la Naspi si riduce col passare del tempo, quindi può diventare inferiore all'assegno ordinario d'invalidità): la rinuncia alla Naspi è definitiva, quello che poi non si prende non può essere recuperato in seguito.

L'assegno ordinario di invalidità è compatibile con l'indennizzo per cessata attività commerciale, come chiarito dall'INPS col messaggio n° 7384/2014.

In caso di decesso del titolare, per l'assegno ordinario d'invalidità non vale la reversibilità per i superstiti ma la pensione indiretta, che in pratica è uguale alla pensione di reversibilità (infatti la pensione indiretta spetta quando il deceduto non era ancora in pensione di vecchiaia ma avesse almeno 20 anni di contributi versati, oppure almeno 5 anni di contributi di cui almeno 3 versati nei 5 anni precedenti il decesso: questo è appunto il requisito contributivo necessario per l'assegno ordinario d'invalidità).
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202 commenti:

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Unknown ha detto...

Oggetto: Assegno Ordinario di Invalidità
Salve, in seguito a richiesta di "REVISIONE PER MOTIVI SANITARI", mi sono recato a visita e il 27.09.2019, con esito "Accolta", mi anno prolungato la Pensione con nuova revisione programmata a Giugno 2020.
Successivamente, con richiesta interna di "REVISIONE PENSIONE PER MOTIVI REDDITUALI", mi hanno richiamato a visita, invitandomi a portare nuovamente la documentazione sanitaria.
La domanda che voglio porvi: Se la revisione è reddituale, perchè chiamarmi a visita sanitaria chiedendomi la documentazione sanitaria? L'esito della vista fatta nemmeno un mese prima, non ha validità?

Christian Citton ha detto...

Domanda a cui non è possibile fornire una risposta, si vede che l'Inps vorrà verificare ancora una volta. Solo presso la stessa Inps può risolvere i suoi dubbi.

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