16 febbraio 2022

Procedura per Dimissioni Telematiche e Risoluzione Consensuale Online

La procedura online è la sola valida per le dimissioni e per la risoluzione del contratto di lavoro.
Le dimissioni telematiche, o più comunemente dimissioni online, vanno usate dal lavoratore che vuole licenziarsi dando le dimissioni volontarie. La procedura di dimissioni telematiche va usata anche in caso di risoluzione consensuale del contratto di lavoro, ma solo nel settore privato e con alcune eccezioni come spiegato più sotto. Solo la procedura di dimissioni online è valida, altre modalità non producono effetti.

Dunque le dimissioni in bianco non sono valide, si deve per forza fare la procedura di dimissioni online dal sito dell'INPS. Ma è comunque il caso di mandare la lettera di dimissioni al datore di lavoro, anche via email certificata, nel caso di dimissioni per giusta causa per non perdere il diritto all'indennità di disoccupazione Naspi (per lavoratori subordinati) o all'indennità di disoccupazione Dis Coll (per lavoratori parasubordinati, collaboratori ecc...).

Infatti nel modulo per le dimissioni telematiche c'è l'opzione "dimissioni per giusta causa", unico caso di licenziamento volontario che dà diritto alla Naspi, ma per maggior sicurezza il lavoratore che si licenzia può aggiungere la lettera di dimissioni.

Come funzionano le dimissioni telematiche e la risoluzione consensuale online

Dal 12 marzo 2016 sono pienamente attive le procedure online per le dimissioni volontarie e le risoluzioni consensuali: il lavoratore deve avere le credenziali SPID per accedere al sito dell'INPS e completare l'operazione, altrimenti dovrà rivolgersi a un patronato o a un'organizzazione sindacale, a un ente bilaterale, a una commissione di certificazione.

Nel caso il lavoratore dia una semplice comunicazione cartacea le dimissioni non sono valide e il datore di lavoro deve chiedergli di utilizzare la procedura per dimissioni telematiche in quanto il contratto di lavoro è concluso solo con le dimissioni online. Ovviamente vale anche se il datore di lavoro propone la risoluzione consensuale del contratto di lavoro.


NB 1: c'è ancora per il lavoratore l'obbligo di rispettare i termini di preavviso al datore di lavoro, tranne nel caso di giusta causa, altrimenti subirà una trattenuta pari allo stipendio relativo al periodo di lavoro non prestato.

NB 2: dopo l'invio delle dimissioni online, il lavoratore ha 7 giorni per revocare le dimissioni o la risoluzione consensuale. Quindi il datore di lavoro deve comunque aspettare 7 giorni per assumere un nuovo dipendente, altrimenti ne avrà due per la stesso posto di lavoro.

NB 3: se il lavoratore rifiuta di fare le dimissioni online e abbandona il posto di lavoro con altre forme di comunicazioni nonostante l'invito del datore di lavoro a svolgere l'obbligatoria procedura di dimissioni telematiche, il datore di lavoro deve attivare il procedimento disciplinare con contestazione scritta, dando i termini al lavoratore per giustificarsi e, all'esito della procedura, sanzionare la condotta con il licenziamento con i relativi costi (contributo d’ingresso alla NASPI) e rischi (impugnazione licenziamento).

Il lavoratore che procede alle dimissioni telematiche o alla comunicazione online di risoluzione consensuale del contratto di lavoro si troverà a compilare un modulo diviso in diverse sezioni: come primi dati dovrà inserire quelli della comunicazione obbligatoria di avvio, proroga, trasformazione o rettifica più recente inviata dal datore di lavoro al Centro Impiego, con anche l'email del datore di lavoro stesso.
A questo punto il sistema informatico compila da solo vari campi, comunque va specificato che:
  • per i contratti di lavoro avviati dal 1 gennaio 2008, il lavoratore deve inserire il solo codice fiscale del datore di lavoro e vedrà così tutti i rapporti di lavoro dello stesso, scegliendo così il suo dal quale vuole dimettersi
  • per i contratti di lavoro iniziati prima del 2008, il lavoratore deve compilare le sezioni 2 e 3 perché il sistema informatico non può accedere ai dati
  • la sezione 4 va compilata dal lavoratore con la "Data di decorrenza delle dimissioni o della risoluzione consensuale"
  • la sezione 5 viene compilata in automatico dal sistema al momento del salvataggio, al quale segue l'invio del modulo alla email del datore di lavoro e a quella della Direzione Territoriale del Lavoro competente


A quali contratti di lavoro si applica la procedura per risoluzione consensuale e dimissioni online

Risoluzione consensuale e dimissioni telematiche sono un obbligo per il contratto di lavoro a tutele crescenti, che è dal 2015 la sola forma di contratto di lavoro a tempo indeterminato ora valida in Italia; la procedura online è un obbligo anche per i contratti di lavoro a tempo determinato nel caso di dimissioni o risoluzione prima della naturale scadenza.

La procedura online va utilizzata anche nei casi di dimissioni per raggiungimento dei requisiti per la pensione di vecchiaia o anticipata.

La procedura online per dimissioni e risoluzione consensuale non si applica in caso di:
stage e tirocini (non sono considerati forme di lavoro dipendente) - collaborazioni continuative - se rese nelle sedi c.d. protette: Direzione del Lavoro, Sindacato e Commissioni di Certificazione - ai dipendenti delle Pubbliche Amministrazioni - al recesso durante il periodo di prova - ai rapporti di lavoro domestico (colf, badanti, baby sitter) - ai lavoratori del settore marittimo - alle lavoratrice nel periodo di gravidanza, soggette alla convalida presso la Direzione Territoriale del Lavoro - alle lavoratrici/lavoratore durante i primi 3 anni di vita del bambino, soggette alla convalida presso la Direzione Territoriale del Lavoro - alle lavoratrici dalla data di pubblicazione del matrimonio all’anno successivo alla sua celebrazione, soggette a convalida presso la Direzione Territoriale del Lavoro

Procedura online per dimissioni per giusta causa per non perdere l'indennità di disoccupazione

La procedura di dimissioni online è obbligatoria per le dimissioni per giusta causa: è molto importante che sia effettuata anche in queste occasioni perché le dimissioni volontarie non danno diritto alla Naspi, tranne appunto nel caso di giusta causa, che tra l'altro il lavoratore deve dimostrare agendo in giudizio contro il datore.

Nella comunicazione che il datore di lavoro deve inviare alla Direzione Territoriale del Lavoro (DL 510/1996 art. 9 bis) va inserita anche la motivazione della fine del rapporto di lavoro, ma nel caso non venisse esplicitamente scritto "dimissioni per giusta causa" (il che non sarebbe così strano nel caso di scorrettezze e irregolarità del datore di lavoro che portano il dipendente a licenziarsi), il lavoratore con la sola procedura per le dimissioni telematiche potrebbe avere problemi con la domanda di Naspi: ecco allora che può essere utile la classica lettera di dimissioni al datore di lavoro, nella quale si specifica chiaramente che trattasi di dimissioni per giusta causa (specificare anche quale).

Consigliatissimo l'invio tramite posta elettronica certificata, comunque obbligatorio mettere la data d'invio e farlo prima dell'avvio della procedura di dimissioni telematiche.
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