1 giugno 2018

Disoccupazione Naspi e Nuovo Lavoro da Dipendente: Limiti di Reddito e Adempienze

Cosa succede all'indennità di disoccupazione se si trova un nuovo lavoro? Limiti di reddito e durata del contratto per non perdere la Naspi - guida aggiornata per il 2018
Chi prende la Naspi può lavorare come dipendente e non perdere l'indennità rispettando i previsti limiti di reddito e gli obblighi di comunicazione - Come chiarito in via ufficiale dall'INPS, il disoccupato che prende l'indennità di disoccupazione Naspi può firmare un nuovo contratto di lavoro subordinato, ovviamente però occorre che si rispettino precisi limiti di reddito ed altre adempienze per non perdere il diritto all'indennità di disoccupazione. Importante specificare che si può continuare a prendere l'indennità di disoccupazione anche con il lavoro a chiamata. Nei casi di borse di studio, borse-lavoro, stage e tirocini, redditi da attività sportiva dilettantistica, occorre fare alcune importanti distinzioni.

Qui invece trovate i dettagli della compatibilità dell'indennità di disoccupazione col lavoro autonomo che vale anche per il lavoro parasubordinato, le collaborazioni professionali, gli iscritti ad albi professionali, i titolari di partita Iva, i liberi professionisti, i soci di società ecc...: dunque potrebbe essere utile a molti lavoratori che pensano erroneamente che simili casi rientrino nella fattispecie del lavoro subordinato quando invece sono equiparate al lavoro autonomo.

Indennità di disoccupazione Naspi e nuovo lavoro subordinato: limite di reddito - Il disoccupato che prende la Naspi può trovarsi un altro lavoro come dipendente e continuare a prendere il sussidio di disoccupazione se il reddito dal nuovo lavoro non supera gli 8000 euro annui (o meglio, l'equivalente del reddito minimo escluso da imposizione che è appunto 8000€ all'anno): in tal caso non rileva la durata del contratto, la Naspi prosegue ma il suo importo totale verrà ridotto dell'80% del reddito previsto col nuovo lavoro (ovviamente si riduce il totale ancora dovuto da quando inizia il contratto). Se invece si supera tale soglia di reddito, allora in caso di contratto inferiore ai 6 mesi la Naspi viene sospesa e decade se il contratto è superiore ai 6 mesi.
NB: in caso di reddito previsto dal nuovo lavoro sia inferiore alla soglia ma il datore di lavoro è lo stesso del precedente lavoro la cui cessazione ha dato diritto alla Naspi, l'indennità è sospesa e riprende al termine del contratto.

Fondamentale entro un mese dall'inizio del lavoro comunicare all'INPS per l'appunto la ripresa dell'attività lavorativa e il reddito annuo previsto, altrimenti la Naspi è sospesa se il contratto di lavoro è di durata massima di 6 mesi oppure del tutto annullata se superiore ai 6 mesi.
NB: il datore di lavoro dà una sua comunicazione all'INPS, ma il lavoratore deve sempre compilare l'apposito modello Naspi-com SR161, disponibile sul sito dell'INPS.

Indennità disoccupazione Naspi e nuovo lavoro dipendenteQuando un disoccupato che prende la Naspi comincia un nuovo lavoro subordinato rispettando le condizioni di cui sopra, l'importo del sussidio di disoccupazione si riduce: viene sottratto dal totale dell'indennità l'80% del reddito previsto per tutto il tempo dall'inizio del rapporto di lavoro fino al termine del diritto alla Naspi o fino alla fine dell'anno se il lavoro finisce prima.

Durata del nuovo contratto di lavoro subordinato e sospensione o decadenza dell'indennità di disoccupazione - Se il reddito previsto col nuovo lavoro da dipendente è superiore agli 8000 euro, allora la Naspi non viene più erogata: decade del tutto se il nuovo contratto di lavoro dura più di 6 mesi, invece se il contratto è massimo di 6 mesi la Naspi viene sospesa e poi riprende come prima. Si precisa che la contribuzione versata durante il periodo di sospensione è utile sia per i requisiti di accesso che ai fini della determinazione della durata di una nuova prestazione di disoccupazione Naspi.
Consigliamo la lettura della guida Indennità di disoccupazione quando si va all'estero perchè riguarda anche chi trova un nuovo lavoro da dipendente se fuori dall'Italia.
Riassumendo:
  • con nuovo lavoro da dipendente che produce un reddito inferiore o pari a 8000€ non conta la durata del contratto e la Naspi è è ridotta di un importo pari all'80% del reddito previsto derivante dal nuovo lavoro, rapportato al periodo di tempo che va dall'inizio del nuovo contratto di lavoro e la data in cui termina il periodo dell'indennità o, se precedente, la fine dell'anno
  • con nuovo lavoro da dipendente che produce un reddito superiore a 8000€ (ribadiamo; l'equivalente del reddito annuo escluso da imposizione) se la durata non supera i 6 mesi la Naspi viene sospesa, se supera i 6 mesi la Naspi decade
NB: ci sono due casi di redditi derivanti da partecipazione a società che rientrano nella normativa che regola la compatibilità dell'indennità di disoccupazione con redditi da lavoro dipendente, ma vi rimandiamo alla guida Naspi e lavoro autonomo in quanto la più parte dei casi rientra appunto in quest'altra normativa.
Indennità di disoccupazione e borse di studio, tirocini e stage, borse-lavoro, premi e compensi da attività sportiva dilettantistica - In questi casi la compatibilità con la Naspi è regolata secondo norme specifiche:
  • borse lavoro, stage e tirocini professionali, premi o sussidi per fini di studio o addestramento professionale: Naspi erogata interamente senza limiti di reddito e senza obbligo di comunicazione all'INPS perchè, anche se tali redditi sono assimilati a fini fiscali a reddito da lavoro dipendente, non c'è comunque un vero rapporto di lavoro dipendente tra l'erogante e il beneficiario; NB: prima della circolare INPS n° 174 del 23 novembre 2017 ci veniva spesso chiesto "la Naspi è compatibile con l'indennità di stage e tirocini?" perchè c'erano differenze regionali, ora però l'INPS con la suddetta circolare ha chiarito questo punto e tali differenze non dovrebbero più sussistere
  • borse di studio e assegni di ricerca (assegnisti e dottorandi di ricerca con borsa di studio): Naspi erogata se non si superano gli 8000€ l'anno da tali redditi e con riduzione, con obbligo di comunicazione all'INPS, in quanto si considerano attività lavorative che danno diritto anche all'indennità di disoccupazione DIS-COLL quando giungono alla fine
  • premi e compensi da attività sportiva dilettantistica: Naspi erogata per intero, nessun limite per premi e compensi, nessun obbligo di comunicazione all'INPS, perchè trattasi in questo caso di "redditi diversi" secondo art.67, lettera m, del T.U.I.R
Con un contratto di lavoro a chiamata si può continuare a prendere la Naspi? La risposta è sì, chi già riceve l'indennità di disoccupazione può firmare un nuovo contratto di lavoro intermittente e continuare a percepire il sussidio, ma vanno distinte due situazioni:
  1. lavoro a chiamata con obbligo di risposta alla chiamata del datore di lavoro e con diritto alla indennità di disponibilità: in questo caso il contratto viene considerato come un normale contratto di lavoro subordinato, dunque se a tempo determinato valgono gli stessi identici limiti di reddito e di durata su indicati, come anche ci sono gli stessi obblighi di comunicazione all'INPS tramite il modello Naspi.com (se a tempo indeterminato l'indennità di disoccupazione decade)
  2. lavoro a chiamata senza obbligo di risposta alla chiamata del datore di lavoro e senza diritto alla indennità di disponibilità: in questo caso la Naspi viene sospesa solamente per le giornate di effettivo lavoro, rimanendo attiva nei periodi tra una chiamata e l'altra; valgono però gli stessi limiti di cumulo del reddito su indicati ed entro un mese dalla prestazione lavorativa (dal suo inizio) occorre fare la comunicazione all'INPS

217 commenti:

«Meno recenti   ‹Vecchi   201 – 217 di 217
Christian Citton ha detto...

Beh, innanzi tutto con un contratto di lavoro a tempo indeterminato è del tutto esclusa la possibilità di avere l'indennità di disoccupazione in quanto non si risulta ovviamente disoccupati nè disoccupati parziali. Inoltre quando ci si licenzia per giusta causa, per fare domanda di Naspi occorre anche allegare i documenti che provino che il lavoratore stia agendo legalmente contro il datore di lavoro: se poi la sentenza fosse pure a favore del datore, il lavoratore dovrebbe restituire quanto preso nel frattempo come indennità.

Anonimo ha detto...

Salve!Avrei bisogno di un'informazione...io percepisco la Naspi da dicembre 2017 e mi è stato proposto un contratto di cinque ore settimanali, in un istituto primario paritario di suore domenicane che partirà in questi giorni. La mia domanda è: bisogna comunicarlo all' INPS anche in questo caso con contratto inferiore ai sei mesi e con una busta paga al netto di circa 200€ se non addirittura inferiore 200€.? O mi consiglia di affidarmi al centro CAF dove ho fatto richiesta per la Naspi? La ringrazio anticipatamente!

Christian Citton ha detto...

Nell'articolo è chiaramente spiegato che deve assolutamente comunicare all'INPS tutto quanto, non importa l'entità della busta paga. Può farlo lei tramite il modello Naspi.com dal sito dell'INPS, se preferisce può farsi aiutare nel farlo da un Caf.

Anonimo ha detto...

Buonasera,
ho un contratto a tempo determinato che scadrà il 15 marzo 2018. Contemporaneamente ho una piccola attività di fotografo con partita iva, purtroppo non va benissimo e sto pensando di chiuderla. Secondo Lei se io chiudo la partita iva prima della scadenza del contratto da dipendente, prenderò la NASPI totale che mi spetta (in caso il contratto non venisse rinnovato)?
Grazie mille

Christian Citton ha detto...

Perchè no, scusi? Da come lo chiede pare quasi che lei pensi che avere la p. Iva sia un requisito necessario per avere la Naspi, ma tutt'al più è un limite, come può capire leggendo con attenzione l'articolo linkato nel secondo paragrafo "compatibilità dell'indennità di disoccupazione con lavoro autonomo".

Anonimo ha detto...

Avevo comunicato all'inps la ripresa del lavoro con un contratto a chiamata fino al 31 dicembre, poi me l'hanno prorogato fino a giugno ma ho dimenticato di comunicarlo. Avrò la naspi sospesa fino a giugno? Poi dal 1 febbraio mi è stata chiusa questa proroga ed ho firmato un contratto come dipendente a tempo determinato con la stessa azienda sempre fino a giugno, ma che non supera gli 8000 euro l'anno. Che succederà? grazie

Christian Citton ha detto...

E' obbligatorio comunicare all'INPS col modello Naspi.com, la dimenticanza non vale come eccezione. Alle sue domande trova precise risposte nell'articolo, tra l'altro siccome nel suo commento non riporta alcuni dati rilevanti non si può neanche darle una risposta.

Carlo ha detto...

Buonasera, percepisco la naspi la mia ex ditta mi ha contattato per assumermi per qualche mese, perdo la naspi oppure viene sospesa, mi puo assumere anche se nella stessa azienda vi sono operai che gli hanno ridotto le ore da 40 a 24 di lavoro adducendo che vi era poco lavoro, e firmando senza poter opporsi
grazie

Christian Citton ha detto...

Come scritto nell'articolo, se si viene riassunti dal precedente datore di lavoro la Naspi viene sospesa.

Mara Paganelli ha detto...

Salve
Lavoro da maggio 2017 in un'azienda con contratto a tempo determinato di 12 mesi quindi in scadenza tra poco chiedo se avrò diritto alla Naspi al termine del contratto anche nel caso mi forse rinnovato e io non accettassi?

Christian Citton ha detto...

In questo caso niente Naspi: l'indennità di disoccupazione viene concessa per "interruzione involontaria del rapporto di lavoro", dunque per licenziamento da parte del datore di lavoro, cessazione del contratto, chiusura dell'azienda ecc... Ammesso il caso di dimissioni per giusta causa, ma il lavoratore deve provare di fare causa al datore e se poi il Tribunale non gli dà ragione allora l'INPS richiede quanto dato come indennità di disoccupazione.
Le dimissioni volontarie e il rifiuto del rinnovo del contratto di lavoro sono una decisione volontaria del lavoratore, che pertanto non ha diritto alla Naspi.

gianni ha detto...

Salve, avevo due lavori a part time, ma sono stato licenziato da quello principale e ho fatto domanda di naspi che mi è stata regolarmente accettata da febbraio 2018 in quanto il lavoro part time rimasto è inferiore a 8.000 euro. Ora mi chiedono di lavorare due gg in più a partire da aprile 2018, cioè da 8 ore settimanali a 24 ore settimanali. Cosa devo fare in questo caso visto che il mio reddito supererà gli 8.000 di cui sopra e non avrò più diritto alla naspi? Perderò anche la naspi già percepita?

Christian Citton ha detto...

Quello che ha già preso non dovrà restituirlo: quando lo ha percepito ne aveva diritto, se poi la situazione cambia allo la Naspi decade ma non deve certo ridare indietro quanto preso.

Lisa Gelpi ha detto...

Buongiorno, prendo la Naspi è sto per essere assunta a tempo determinato di 3 mesi da un’azienda. Sono obbligata a dire che sto prendendo Naspi o posso tenermelo per me? Lo verranno mai a sapere? Grazie

Christian Citton ha detto...

Ma è una domanda seria?

Unknown ha detto...

Con un lavoro a tempo indeterminato di 8 ore settimanali si pio richiedere la naspi

Christian Citton ha detto...

Se si ha un lavoro a tempo indeterminato non si è disoccupati.

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