17 gennaio 2023

Adeguamento Pensioni 2023: Fasce di Rivalutazione e Aumenti

Il nuovo schema di perequazione pensioni con gli aumenti per tutte le fasce di importo e il calcolo della rivalutazione.
Nella Legge di Stabilità 2023 varata dal governo Meloni c'è un nuovo schema di adeguamento pensioni per il biennio 2023/24, che rispetto al precedente riduce le percentuali di applicazione del tasso di inflazione per i trattamenti pensionistici superiori di 4 volte all'importo minimo Inps.

L'adeguamento pensioni, in termine tecnico perequazione, è la rivalutazione dell'importo della pensione in base all'aumento del costo della vita rilevato dall'Istat ogni anno. Lo schema di adeguamento pensioni è a scaglioni di importo e a ognuno si applica una diversa percentuale del tasso di inflazione: in altre parole la rivalutazione pensioni non prevede un aumento fisso per tutti, ma più è elevato l'importo della pensione e minore è la percentuale di aumento.

Tuttavia è ovvio, e molto criticato, che applicando il 100% del tasso di inflazione a una pensione di 1000 euro lordi al mese si avrà comunque un aumento concreto inferiore che applicando il 53% del tasso di inflazione a una pensione di 3000 euro lordi al mese.


Adeguamento pensioni: le fasce di rivalutazione e le percentuali di aumento

Lo schema di perequazione pensioni parte dall'importo minimo Inps (pensione minima) quale base di calcolo, a cui applicare la rispettiva percentuale di aumento, ovvero una percentuale del tasso di inflazione rilevato dall'ISTAT, applicato in modo decrescente al crescere dell'importo della pensione.

Riportiamo lo schema di adeguamento pensioni aggiornato per il 2023 e che, salvo modifiche future, sarà valido anche per l'adeguamento del 2024:
  • pensione minima: da 525,38 euro nel 2022 a 571,60 euro nel 2023, rivalutazione del 120% del tasso di inflazione (aumento importo dell'8,91%) - NB: solo per i pensionati con almeno 75 anni e solo per il 2023 la pensione minima sale a 600 euro
  • pensioni fino a 2.102,52 euro lordi (fino a 4 volte il minimo): rivalutazione del 100% (aumento 7,3%)
  • pensioni fino a 2.696,90 euro lordi (fino a 5 volte il minimo): rivalutazione dell'85% (aumento 6,2%)
  • pensioni fino a 3.152 euro lordi (fino a 6 volte il minimo): rivalutazione del 53% (aumento 3,8%)
  • pensioni fino a 4.200 euro lordi (fino a 8 volte il minimo): rivalutazione del 47% (aumento 3,4%)
  • pensioni fino a 5.250 euro lordi (fino a 10 volte il minimo): rivalutazione del 37% (aumento 2,7%)
  • pensioni oltre i 5.250 euro lordi (oltre 5 volte il minimo): rivalutazione del 32% (aumento 2,3%)
La rivalutazione pensioni si applica sugli importi dell'anno precedente per determinare il nuovo importo per l'anno in corso e ha effetto su tutti i trattamenti previdenziali, quali la stessa pensione minima e ovviamente ogni pensione da lavoro, ma anche sui trattamenti assistenziali quali l'assegno sociale (ex pensione sociale) e le varie pensioni di invalidità e inabilità.

Normalmente la pensione in pagamento a gennaio ha già l'aumento solo per le pensioni minime, per quelle superiori viene inserito dall'assegno di febbraio con il conguaglio del mese precedente.
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