10 luglio 2022

Come Affrontare un Colloquio di Lavoro: Domande, Cosa Dire

Cosa dire a un colloquio di lavoro, le domande più comuni, come fare una buona impressione al selezionatore.
Per essere chiamati a un colloquio di lavoro è necessario scrivere un buon curriculum vitae che colpisca i selezionatori: ci siamo riusciti e ci hanno contattati per conoscerci di persona: come sostenere il colloquio di lavoro e fare buona impressione? Di certo è bene prepararsi in anticipo, riflettendo bene su quali sono le domande che fanno a un colloquio di lavoro, cosa dire e soprattutto cosa non dire a un colloquio di lavoro.

Fare una buona impressione al colloquio di lavoro

Per affrontare un colloquio di lavoro bisogna innanzitutto presentarsi all'interlocutore con cortesia e disponibilità, ricordarsi di usare sempre toni formali e vestirsi con un abbigliamento adeguato.

Bisogna avere chiare Le motivazioni che spingono a candidarsi presso l'azienda ed è importante dare al selezionatore un'immagine positiva della propria personalità e professionalità.

Già con il primo contatto telefonico è necessario dimostrarsi non solo interessati all'offerta di lavoro, ma anche attenti a quello che viene detto segnando, oltre all'ora, al giorno e al luogo del colloquio, il nome del referente e la posizione per la quale si viene contattati.

È fondamentale arrivare puntuali al colloquio, ma se dovesse ritardare è necessario avvisare prima l'azienda e il selezionatore. Anche presentarsi troppo in anticipo può diventare controproducente.

Durante il colloquio non bisogna dare del "tu" al selezionatore a meno che non sia lui a proporlo, essere aperti, collaborativi e sinceri, mantenere un atteggiamento disponibile e rilassato: avere un po' di ansia è normale, ma il nervosismo mette a disagio sia voi che l'interlocutore. Ovviamente si deve spegnere il cellulare


Quali domande fanno a un colloquio di lavoro

Cercare di intuire quali domande fa un selezionatore è importantissimo: in fondo ci si deve rendere conto che bisogna recitare una parte, quindi è bene avere almeno un canovaccio da seguire, così da sapere cosa dire al colloquio.

Di solito le prime domande a un colloquio di lavoro riguardano le esperienze lavorative, è quindi opportuno rileggere il curriculum vitae prima del colloquio per evitare di confondersi i nomi delle aziende e le date dei lavori passati: si procede parlando delle posizioni lavorative più importanti, partendo da quelle simili alla posizione offerta, valorizzando le proprie qualità e spiegando i ruoli e le mansioni ricoperte senza dilungarsi troppo su un'esperienza in particolare.

Non mancano mai a un colloquio di lavoro domande su i propri punti di forza, rispondendo alle quali bisogna convincere l'interlocutore del perché la propria candidatura è migliore delle altre, per esempio trattando e motivando eventuali complimenti ricevuti o successi di carriera ottenuti o capacità particolari acquisite. Autostima sì ma senza esagerare.

Il selezionatore potrebbe chiedere al candidato di parlare dei propri difetti e debolezze: meglio arrivare preparati a questa domanda in quanto non rispondere, o peggio dire di non averne, farà abbassare notevolmente le possibilità di essere assunti.

Consigliato parlare di una mancanza di esperienza su un aspetto non vitale per l'assunzione oppure di un aspetto risolvibile della propria personalità o che non incide sul proprio rendimento, per esempio il termine "timido" può essere sostituito con "riservato" e si spiegherà che si tratta di una condizione iniziale temporanea, viceversa una persona estroversa deve chiarire che durante l'orario di lavoro massima attenzione è data solo alle mansioni assegnate.

Bisogna sfruttare al meglio la parte finale del colloquio rispondendo con attenzione sul perché si intende cambiare lavoro o come mai si rientra nel mondo del lavoro: viene visto positivamente l'essere alla ricerca di nuove sfide e il desiderio di sperimentare nuovi ambienti di lavoro.

Fare una buona impressione al colloquio di lavoro, cosa non dire

In generale sottovalutarsi o sopravvalutarsi è uno degli errori più comuni durante i colloqui di lavoro. Non nascondete le vostre mancanze in certi ambiti ma mostratevi volenterosi di apprendere e di mettervi in gioco: la trasparenza è una qualità che potrebbe premiare non solo per fare una buona impressione al colloquio ma anche sul lungo termine.

come affrontare un colloquio di lavoro In una società come la nostra la reputazione in rete conta molto, quindi un altro consiglio per fare un buon colloquio di lavoro è curare la reputazione digitale, anche sui social e nei profili privati (se sono accessibili a tutti). Dite se avete un blog su un qualsiasi argomento, una collaborazione editoriale, se avete pubblicato un libro o cose simili

Mettete in mostra competenze e passioni: parlate del vostro sport, dei viaggi, dei vostri animali, ma anche se svolgete un'attività di volontariato o altre esperienze interessanti. Comunicate la vostra versatilità, elasticità mentale, capacità manuali e di relazione.

Atteggiamenti e comportamenti da evitare durante un colloquio di lavoro: arroganza e troppa sicurezza di sé non giovano nei colloqui di lavoro, inoltre mai infastidire il selezionatore con troppe domande soprattutto sulle tempistiche della selezione, non mettere in discussione o contestare le modalità di selezione, non dialogare in maniera informale e non parlare negativamente di precedenti esperienze anche se riguardano fatti gravi commessi da colleghi o dal datore di lavoro.

È bene invece mettere in luce gli aspetti positivi della propria carriera lavorativa chiarendo i risultati ottenuti, prendere appunti su quello che viene spiegato dall'interlocutore, e porre domande pertinenti alla posizione che si andrà eventualmente a ricoprire e sull'azienda.

Durante il colloquio di lavoro anche il linguaggio del corpo sarà valutato dall'interlocutore: i comportamenti sinceri, spontanei e tranquilli sono sempre apprezzati.

Chiudiamo questa guida consigliandovi di chiedere al selezionatore quale sarà lo stipendio con una certa attenzione: non tutti apprezzano questa domanda, del tutto legittima ma che va posta con "furbizia", delicatezza e savoir-faire. 
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