10 febbraio 2018

Come Funziona la RITA: Rendita Integrativa Pensionistica per integrare l'APE

Requisiti per la Rendita Integrativa Temporanea Anticipata, come funziona, gli sgravi fiscali: la RITA può essere presa da sola o integrare l'APE.
La Rendita Integrativa Temporanea Anticipata sarà disponibile in fase sperimentale fino al 31 dicembre 2018, poi si vedrà se renderla strutturale, comunque non toglie risorse ad altri interventi. Con la RITA si potrà attenuare la penalità sulla pensione / rata di rimborso del prestito pensionistico in caso di APE Volontario e APE Social (in questo caso se non previsto che il rimborso sia a carico dello Stato) o chiedere un APE meno oneroso perchè appunto integrato da un anticipo sulla pensione integrativa. Si può anche chiedere solo la RITA ed usufruire di un anticipo sulla pensione integrativa, volendo pure prima di quando si potrebbe domandare l'APE (fino a 10 anni prima dell'età per la pensione di vecchiaia se si è disoccupati).

Requisiti per la RITA: la Rendita Integrativa Temporanea Anticipata potrà essere richiesta dai lavoratori che hanno attivato nel corso della loro carriera lavorativa forme di previdenza integrativa, più precisamente avere maturato almeno 5 anni di versamenti ad un fondo pensione o altre forme di previdenza complementare.

Nell'impianto originario era previsto che si potesse domandare la RITA non prima di 3 anni e 6 mesi dal raggiungimento del requisito anagrafico per la pensione di vecchiaia, esattamente come l'Anticipo Pensionistico, ma con la Legge di Stabilità 2018 il termine è stato anticipato fino a 5 anni prima: si conferma dunque che la Rendita Integrativa Temporanea Anticipata può essere richiesta anche indipendentemente dall'APE. E' però possibile domandare la RITA fino a 10 anni prima dell'età per la pensione di vecchiaia se si è disoccupati da più di 24 mesi. Resta in ogni caso il requisito di avere almeno 20 anni di contributi versati nel regime previdenziale obbligatorio di appartenenza.

requisiti e funzionamento rita per rendita pensionistica anticipataFunzionamento ed erogazione della RITA - Con la circolare 888 la Covip (Commissione di vigilanza dei fondi pensione) ha reso noto che:
  • la RITA va erogata tramite bonifici con cadenza al massimo trimestrale
  • per non perdere rendimenti, la parte di montante di cui viene richiesto il frazionamento deve restare in gestione al fondo pensione
  • il montante residuo deve essere investito dal fondo pensione nel comparto più prudente, salva diversa disposizione del titolare che richiede la RITA, che dovrà anche ricevere precisa informativa sui costi amministrativi di questa nuova prestazione
  • nel caso il titolare decidesse, durante il percepimento della Rendita Integrativa Temporanea Anticipata, di cambiare comparto di investimento del montante residuo, le rate della RITA devono essere ricalcolate periodicamente per tenere conto dell'incremento o della diminuzione del montante derivante dalla gestione
Sgravi fiscali con la RITA - Rendita Integrativa Temporanea Anticipata: i lavoratori che pagano contributi per un fondo pensione o altre forme di previdenza complementare già ora possono chiedere un anticipo della pensione integrativa, pagando però su tale anticipo una tassazione tra il 15% se richiesto per cure sanitarie o finanziamento per acquisto abitazione principale e il 23% negli altri casi, ma con la RITA insieme all'APE si scenderebbe al 15% con riduzione per ogni anno di adesione al fondo pensione superiore ai 15 anni, fino a un massimo di 6% di riduzione (ovvero scendere fino al 9% di aliquota). Si potrebbe così avere un Anticipo Pensionistico di minore importo, quindi con una penalità minore in seguito, e pagare meno tasse per l'anticipo della pensione integrativa (ricordiamo che la rendita complementare si prende con la pensione di base la tassazione è quella Irpef e dipende dallo scaglione di reddito di appartenenza).

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