18 giugno 2018

Importo Aggiuntivo nella Tredicesima della Pensione Minima INPS: i Limiti di Reddito

L'importo aggiuntivo spetta se si prende la pensione minima o pensioni equivalenti e non si supera una certa soglia di reddito Irpef - guida aggiornata per il 2018
I pensionati che prendono la pensione minima INPS o altre pensioni il cui importo totale, al netto dei trattamenti per la famiglia, non superi l'importo della pensione minima INPS, nell'assegno di dicembre prendono sia la tredicesima sulla pensione che un importo aggiuntivo di circa 150€, un bonus introdotto con la legge 388-2000. Vediamo i limiti di reddito e quali sono le pensioni - oltre alla pensione minima INPS - che ne danno diritto.

Chi può avere l'importo aggiuntivo della pensione - Come detto spetta ai titolari di pensione minima INPS, ma anche a chi prende una o più pensioni erogate da forme di previdenza obbligatoria (INPS, casse professionali ecc...), sia dirette che indirette. Sono dunque esclusi i trattamenti a carattere assistenziale, le prestazioni di invalidità civile, l'assegno di esodo Fornero (la cd. isopensione), anche l'Anticipo Pensionistico (Ape Sociale e Ape Volontaria) perchè non è una vera pensione. Esclusi anche l'assegno straordinario di solidarietà erogato dai fondi di solidarietà settoriale e l'indennizzo ai commercianti.

Limiti di reddito per l'importo aggiuntivo nella pensione di dicembre - In primo luogo occorre che il reddito annuo da pensioni non superi l'importo del trattamento minimo INPS al netto dei trattamenti per la famiglia: in tal caso l'importo aggiuntivo sulla pensione è erogato in misura intera, ovvero 154,90 euro. Se invece il reddito derivante da pensioni supera l'importo annuo del minimo INPS ma non va oltre alla somma "importo annuo minimo INPS + importo aggiuntivo", allora nell'assegno di dicembre ci sarà un importo aggiuntivo parziale in modo che appunto non si superi la somma.

Nel 2017 non si deve superare la soglia di 6686,01 euro per avere l'importo aggiuntivo sulla pensione nella misura intera di 154,90 euro, la soglia di 6840,95 euro per averlo in misura parziale: ad esempio, se il reddito annuo da pensione fosse 6750 euro, allora il bonus sarebbe di 6840,95 - 6750 = 90,94 euro. Nel 2018 si considereranno limiti di reddito più alti dell'1,1% per effetto dell'adeguamento al tasso di inflazione, dunque 6.759,55 euro per l'importo aggiuntivo a quota intera e 6.916,20 euro per l'importo aggiuntivo a quota parziale.
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importo aggiuntivo per pensioni al minimo inpsQuesto per quel che riguarda i redditi da pensione, c'è però anche il limite di reddito Irpef da considerare: nel 2017 il pensionato non coniugato non deve andare oltre i 9796,60 euro, se coniugato non deve avere un reddito personale oltre tale soglia ma anche un reddito cumulato con quello del coniuge che non superi i 19.593,21 euro. Anche in questo dal 2018 ci sarà un leggero innalzamento per adeguamento al tasso di inflazione: 9.904,36 euro e 19.808,73 euro.

Per questo calcolo vanno considerati gli stessi redditi che concorrono al calcolo del reddito per l'integrazione al minimo: si considerano tutti i redditi assoggettabili all’Irpef al netto dei contributi previdenziali e assistenziali, non si considerano invece il reddito della casa d’abitazione e pertinenze, i trattamenti di fine rapporto comunque denominati, i redditi derivanti da competenze arretrate sottoposte a tassazione separata.

Se si prende anche una pensione da lavoro in regime di convenzione internazionale, cioè derivante da contributi versati lavorando all'estero in paesi coi quali l'Italia ha stipulato appositi accordi di carattere previdenziale, per il diritto e il calcolo dell'importo aggiuntivo l'INPS considera anche l’importo del prorata estero, che si aggiunge all’imponibile delle pensioni italiane.

NB: l'importo aggiuntivo non è tassabile e non costituisce reddito a fini fiscali, previdenziali e assistenziali, cioè non è tassato e non influisce sul diritto né sulla misura di prestazioni previdenziali e assistenziali condizionate al reddito. Tuttavia viene considerato parte integrante della pensione, dunque possono avvalersi oggi solo i pensionati che hanno altri redditi, oltre la pensione, tali da impedire la corresponsione delle maggiorazioni sociali. L’importo di questi redditi extra può non avere limiti se esenti da Irpef, invece se assoggettabili all’Irpef devono essere comunque in misura tale da rispettare il limite di reddito previsto.

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