18 marzo 2015

Tfr in Busta Paga o in Azienda per Fondo Pensione Integrativa: i Numeri per Scegliere Correttamente

Meglio incassare il Tfr in busta paga o usarlo per un fondo pensione integrativa? Questo si chiedono milioni di lavoratori dipendenti che dal 1 aprile 2015 potranno domandare di avere la quota mensile di trattamento fine rapporto nello stipendio [guida aggiornata al 2016]. La risposta è che bisogna valutare caso per caso, ma c'è il forte rischio che avere quei soldi subito per le spese quotidiane -per carità, non facili da sostenere in questi anni di crisi anche se si ha il bonus Irpef di 80 euro- porti ad una riduzione tra il 10% ed il 30% della pensione integrativa.

Infatti alcune proiezioni e calcoli fatti da analisti qualificati indicano come la prestazione previdenziale integrativa che si potrebbe avere al termine della propria carriera lavorativa, che affiancherebbe la normale pensione INPS, sarebbe sensibilmente ridotta dalla scelta di incassare il tfr in busta paga da qui al giugno 2018 (ricordiamo infatti che aderendo alla sperimentazione non si può tornare indietro). Per altri aspetti di questa opportunità, tra cui chi può scegliere, leggete il focus Trattamento di Fine Rapporto in busta paga, guida alla scelta.

Ovviamente bisogna che il lavoratore valuti attentamente la propria situazione finanziaria e pensionistica, anche con l'aiuto di professionisti contabili e dei sindacati, per capire se gli conviene lasciare il tfr in azienda destinandone una parte ad un fondo pensione oppure incassarlo mensilmente in busta paga: tra gli elementi da considerare gli anni di iscrizione al fondo pensionistico ed il rendimento annuo ottenuto. Per delle stime aggiornate al 2016 su quanto si potrebbe prendere di pensione integrativa: TFR al Fondo Pensione e Contributo Aziendale per una Previdenza Complementare ai Massimi Livelli.

Come indicazione base gli analisti indicano che l'impatto della scelta del trattamento di fine rapporto in busta paga sulla pensione integrativa è maggiore più il periodo contributivo è breve ed i tassi annui del fondo pensione più alto.

tfr in busta paga o in azienda per fondo pensione?
Tabella pubblicata da Il Sole 24 Ore in data 11 gennaio 2015.
L'esempio della tabella qui sopra confronta i casi di lavoratori che lasciano il Tfr in azienda destinandolo ad un fondo pensionistico per 15, 25, 35 anni con quello di un lavoratore che invece aderisce alla sperimentazione del Tfr in busta paga, dal 1 marzo 2015 al 30 giugno 2018.
Il "buco temporale" di mancata alimentazione del fondo per la pensione integrativa fa sì che vi sia una riduzione dell'assegno pari al 12% per chi è iscritto al fondo da 35 anni ed ha un tasso reale del 2% annuo, mentre si perderebbe tra il 24.6% ed il 29.1% se si è iscritti al fondo pensione da 15 anni, in base al tasso reale annuo.
Da evidenziare anche che le trattenute fiscali potrebbero essere doppie, il 30% rispetto al 15%, nel caso di tfr in busta paga invece che lasciato in azienda con una parte accantonata per la pensione integrativa; ma su questo aspetto vi consigliamo la lettura della guida Tfr in Busta Paga o in Azienda: attenzione alle tasse.

Purtroppo però non è finita qui, dovete valutare anche un altro fattore, cioè che il governo Renzi ha aumentato la tassazione sui fondi pensione! Una scelta molto criticata ovviamente, perchè va a colpire in maniera trasversale la condizione previdenziale di molti lavoratori che, sapendo di non poter contare su un'adeguata pensione INPS quando sarà l'ora, hanno deciso di investire un po' dei loro risparmi per una pensione integrativa così da non avere problemi e non pesare sulle stremate casse della previdenza pubblica.
Per una scelta consapevole dovete valutare anche questo, come dovete anche considerare che nella dichiarazione dei redditi si possono dedurre fino a 5164.57€ all'anno i versamenti per la pensione integrativa.
Leggi anche il focus Fondi Pensione Integrativa Meglio del Tfr: Previdenza Complementare al Top
Quindi tfr in busta paga o in azienda con accantonamento per fondo pensione? Ribadendo che ogni situazione va valutata attentamente, c'è forse una terza possibilità: richiedere un anticipo al fondo della pensione integrativa lasciando il tfr in azienda. Infatti chi è iscritto da almeno 8 anni ad un fondo pensione può domandare un anticipo fino al 30% della posizione accumulata, cosa che avrebbe l'effetto di aumentare il reddito mensile disponibile come avere il tfr in busta paga, però la parte in più sarebbe tassata al 23% e non con la normale aliquota Irpef per reddito da lavoro dipendente, come accade appunto alla quota di trattamento di fine rapporto che si sceglie di avere in più nello stipendio. Inoltre in futuro quanto ricevuto come anticipo si potrebbe restituire al fondo pensione per non avere decurtato in seguito l'assegno pensionistico integrativo.

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