5 dicembre 2017

Rivalutazione Pensioni 2018: gli Aumenti Saranno tra 5 e 20 Euro al Mese

L'aumento della pensione per adeguamento all'inflazione segue lo schema della perequazione e va a fasce.
Da gennaio 2018 ci sarà un aumento delle pensioni perchè la perequazione, ovvero l'adeguamento della pensione all'aumento del costo della vita, porterà qualche euro in più ai pensionati: l'attuale schema di indicizzazione delle pensioni al tasso di inflazione prevede che l'adeguamento sia in percentuale decrescente per gli assegni più alti, che comunque in termini assoluti avranno un aumento più elevato. Tuttavia va segnalato che nel 2018 ci sarà anche da restituire all'INPS una somma di 15-20 euro totali a titolo di conguaglio per il recupero di una indicizzazione più elevata del dovuto calcolata nel 2014, un rimborso che inciderà in misura maggiore sulle pensioni più basse. Vediamo dunque nel dettaglio tutti i numeri.

Rivalutazione delle pensioni 2018: quanto si prende in più - Con il ritorno del tasso di inflazione a livelli positivi dopo due anni nei quali era rimasta a 0, ecco che l'indicizzazione della pensione porta a qualche aumento, anche se di pochi euro in più al mese visto che il tasso di inflazione recepito dal Ministero dell'Economia secondo i dati Istat è pari all'1.1%.

Primariamente si ha un aumento della pensione minima, il famoso trattamento minimo INPS che dall'assegno di gennaio 2018 passa da 501.89 a 507.41 euro al mese. Ricordiamo che l'importo della pensione minima è un parametro che sta alla base di molti calcoli sulle prestazioni previdenziali e assistenziali: innanzitutto si può chiedere l'integrazione al minimo della pensione di invalidità se questa è appunto inferiore a tale soglia ed il reddito totale dell'avente diritto non supera il limite previsto, poi si usa anche per il diritto al cumulo delle pensioni ai superstiti e per la misurazione del reddito annuo massimo per la quattordicesima della pensione ed altre prestazioni previdenziali e assistenziali. Aumentando l'importo della pensione minima grazie all'indicizzazione delle pensioni si alzano anche queste soglie di reddito e quindi diventa un po' più facile rientrare tra gli aventi diritto.

Nel 2018 aumenta anche l'importo dell'assegno sociale INPS, l'ex pensione sociale, che passa da 448.07 euro a 453 euro al mese, e l'importo della pensione di invalidità, che comunque dipende dal grado di invalidità, e la soglia di reddito massimo per averne diritto.

Perequazione delle pensioni: la percentuale di rivalutazione dipende dall'importo della pensione - Come detto l'adeguamento della pensione al tasso di inflazione procede per fasce, ovvero l'indicizzazione all'inflazione riconosciuta dal Ministero dell'Economia secondo i calcoli dell'Istat è totale solo per le pensioni di importo fino a tre volte il trattamento minimo INPS, che dunque saranno rivalutate dell'1.1% rispetto agli importi del 2017, mentre per quelle tra tre e quattro volte il trattamento minimo INPS si riconosce il 95% dell'adeguamento e dunque un +1.045%, per quelle tra quattro e cinque volte la rivalutazione scende al 75% del tasso di inflazione e dunque un +0.825%, per quelle tra cinque e sei volte si scende al 50% e dunque un + 0.55% sull'assegno, infine per le pensioni con importo superiore a sei volte il minimo INPS l'adeguamento è per un +0.495%, ovvero il 45% del tasso di inflazione.

Alcuni numeri di esempio:
  • pensione da 1000 euro lordi al mese: incremento di 11 euro al mese, 143 euro all'anno (11 euro per 13 mensilità)
  • pensione da 1600 euro lordi al mese: incremento di 16.72 euro al mese
  • pensione da 2100 euro lordi al mese: incremento di 17.33 euro al mese
  • pensione al minimo INPS: incremento di 5.5 euro al mese circa, 72 euro all'anno
perequazione pensioniCon il crescere dell'importo della pensione l'aumento è proporzionalmente minore rispetto al tasso di inflazione perché il meccanismo di perequazione favorisce gli assegni di valore più basso, riconoscendo solo a loro l'adeguamento pieno all'inflazione, ma appare ovvio che dare solo 5.5 euro in più al mese a chi prende la pensione minima o solo 11 euro in più al mese a chi prende una pensione di 1000 euro lordi, dandone 20 in più a chi ha una pensione da 3000 euro lordi, è compensativo solo a livello matematico.

L'attuale schema per la perequazione delle pensioni è stato elaborato dal governo Letta per il quadriennio 2015-18, dal 2019 tornerà in vigore - a meno di cambiamenti legislativi - quello precedente che è pure più iniquo, come potete vedere da questa tabella di confronto.

Conguaglio pensione 2018: rimborso all'INPS per recupero dell'indicizzazione - Come se non bastasse questa iniquità insita nel sistema di perequazione delle pensioni, ci sarà anche una trattenuta sulle pensioni perchè nel 2014 il tasso di inflazione definitivo fu dello 0.2% e certificato ben un anno dopo, ma nei calcoli per l'adeguamento della pensione si utilizzò un tasso provvisorio dello 0.3%. Questo rimborso dello 0.1% è stato rinviato perchè nel 2015-16 l'inflazione fu nulla e dunque, non essendoci un aumento, si è voluto evitare il prelievo, si dovrà dunque rimborsare nel 2018. L'INPS comunicherà in seguito le modalità ma la più probabile è una trattenuta una tantum: l'importo previsto è di 15-20 euro, che a conti fatti si va mangiare fino a tre degli aumenti mensili previsti l'anno prossimo per le pensioni più basse, non più di uno per quelle più alte.

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