25 luglio 2017

Contratto Part Time: Caratteristiche e Diritti del Lavoratore

Chi lavora part-time ha le stesse tutele di chi lavora full-time, anche gli straordinari e i congedi.
Vari aspetti caratterizzano il contratto di lavoro part time, che come ben si sa prevede un orario lavorativo ridotto rispetto a quello ordinario full time, fissato ad un massimo di 40 ore lavorative a settimana. La forma contrattuale part time è utilizzata per impieghi che prevedono un monte ore inferiore rispetto a quelle previste per un impiego a tempo pieno. Il Jobs Act, cioè la riforma del lavoro attuata dal governo Renzi nel 2015, ha introdotto novità sugli accordi tra datore e lavoratore in merito agli straordinari nel part-time e sul passaggio da lavoro full time a lavoro part time, sia in caso di malattie del dipendente che come alternativa al congedo parentale.

Questo tipo di contratto è stato pensato per le attività imprenditoriali che hanno bisogno dai loro dipendenti una flessibilità maggiore, riuscendo così a configurare in maniera più efficace il lavoro dipendente alle esigenze dell’azienda. Dall’altra parte, anche il personale assunto con questa forma contrattuale riesce a coniugare maggiormente il tempo dedicato al lavoro a quello dedicato alla vita privata.

La legge che regolamenta questo tipo di contratto prevede tre differenti modalità di impiego part time:
    i diritti del lavoratore col contratto di lavoro part time
  • Part time orizzontale: questo tipo di contratto prende a riferimento le ore giornaliere di lavoro invece che le ore di lavoro settimanali previste nel full time, il dipendente quindi lavorerà un numero inferiore di ore, ad esempio 4 ore invece che 8, per ogni giorno lavorativo della settimana
  • Part time verticale: in questo caso il dipendente svolgerà la sua mansione a tempo pieno ma solo in alcuni giorni della settimana, poterebbe quindi lavorare 8 ore giornaliere per 3-4 giorni e avere libero il resto del tempo
  • Part time misto: questo contratto invece prevede una combinazione dei due tipi, quello orizzontale e quello verticale, precedentemente descritti
Diritti previsti col contratto part time - Partendo dal presupposto che non può esserci discriminazione fra questo ed un dipendente assunto con contratto full time, sia a livello normativo che retributivo, i principali diritti previsti per gli impiegati part time sono:
  • Medesima paga oraria prevista per un lavoratore con contratto full time
  • Medesima possibilità di fruizione dell’assegno per il nucleo familiare ma solo per dipendenti part time che lavorano un numero di ore settimanali non inferiori a 24
  • Medesimo trattamento normativo previsto per un lavoratore con contratto full time
  • Medesime indennità di malattia, stessi congedi di maternità e di paternità
  • I contributi previdenziali sono in proporzione alle ore/giorni lavorati, anche per l'indennità di disoccupazione
  • Anche con il part time gli straordinari sono pagati di più (cfr più sotto)
Ovviamente l’erogazione dei trattamenti sopracitati verrà effettuata in modo proporzionale al numero delle ore lavorative svolte nell’arco della settimana.
Passaggio da contratto full time a part time - Per capire a fondo le implicazioni, sia a livello economico che previdenziale, è bene consultare un esperto che possa fornire informazioni dettagliate in merito. Comunque la riforma del lavoro del governo Renzi ha inciso anche sul diritto alla trasformazione da lavoro a tempo pieno a lavoro a tempo parziale per chi ha una malattia oncologica o cronicodegenerativa ingravescente o deve assistere un familiare con tali patologie, che hanno da ora priorità nella "concessione" della trasformazione (prima c'erano dei limiti, ora l'estensione del diritto è totale). Inoltre è possibile chiedere la trasformazione del lavoro a tempo pieno in part-time al posto del congedo parentale, anch'esso modificato dal Jobs Act: la riduzione d'orario non può essere superiore al 50% e il datore di lavoro ha 15 giorni per adeguare la situazione.

Gli straordinari con contratto part time - Come normale che sia, a contrapporsi ai diritti del lavoratore ci sono quelli del datore di lavoro, che ha per esempio il diritto di chiedere lavoro supplementare e straordinario al dipendente con contratto part time. La riforma del lavoro del governo Renzi ha così cambiato la disciplina delle clausole flessibili sulle modifiche di orario al lavoro part-time:
  1. in caso di part-time orizzontale è possibile chiedere al dipendente più ore di lavoro di quelle concordate e inserite nel contratto, massimo per il 15% delle ore settimanali e retribuite il 15% in più
  2. lavoratore e datore di lavoro possono accordarsi davanti alle Commissione di certificazione delle clausole flessibili (quelle per modifica della collocazione oraria della prestazione) e clausole elastiche (quelle che nel part time verticale o misto consentono la variazione in aumento dell'orario) che prevedano una maggiorazione di retribuzione del 15% per le ore in più o per quelle che hanno subito modifiche di collocazione temporale
  3. in caso di malattie oncologiche o cronicodegenerative del dipendente o di un suo stretto familiare, il dipendente può revocare il consenso già dato alle clausole elastiche o flessibili per la variazione dell'orario di lavoro

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