5 settembre 2017

APE, Anticipo Pensionistico per Pensione Anticipata e RITA, Rendita Integrativa Temporanea Anticipata: Regole e Penalità

Chi può domandare l'Anticipo Pensionistico per la pensione anticipata, come funziona l'APE Social e quello volontario, cosa è la RITA - Rendita Integrativa Temporanea Anticipata
[articolo aggiornato con le tempistiche definitive per la domanda di accesso] - APE, Anticipo Pensionistico: questa la soluzione per la flessibilità in uscita che il governo Renzi inserirà nella riforma pensioni 2017, da integrare eventualmente con la RITA - Rendita Integrativa Temporanea Anticipata. Si tratta di una possibilità in più per la pensione anticipata rispetto alle regole della Legge Fornero (cfr la guida Requisiti per la pensione anticipata) e consiste in un prestito che il lavoratore potrà chiedere fino a 3 anni e 7 mesi prima dell'età per la pensione di vecchiaia, erogato da una banca ma comunque gestito tramite l'INPS come per ogni pensione da lavoro, da restituire a rate in 20 anni con una trattenuta mensile per gli interessi e l'assicurazione del prestito, con anche una penalizzazione sulla pensione definitiva. In realtà ci saranno diverse modulazioni della penalità, che potrà arrivare ad un massimo del 5% per ogni anno di anticipo in caso di prepensionamento volontario con pensione ad alto importo oppure essere nulla o quasi per disabili, disoccupati, prepensionamenti per crisi aziendali, con pensioni a basso importo, casi in cui potrebbero esserci anche agevolazioni fiscali su quanto pagato di rimborso. Inoltre con la RITA chi ha versato contributi per previdenza complementare potrà accedere ad un ulteriore anticipo e ridurre penalizzazione e rimborso dell'APE, oppure domandare un anticipo dalla previdenza complementare senza accedere all'APE.

Requisiti di accesso all'Anticipo Pensionistico, condizioni e come fare domanda
Chi può domandare l'APE e quando - L'Anticipo Pensionistico sarà avviato in fase sperimentale nel biennio 2017-18, più precisamente sarà accessibile dal 1 maggio 2017, e in tal periodo sarà disponibile per lavoratori/lavoratrici nati tra la fine del 1950 e l'inizio del 1954, questo perchè l'APE si potrà domandare fino ad un massimo di 3 anni e 7 mesi prima dell'età per la pensione di vecchiaia, che nel periodo in questione arriverà a 66 anni e 7 mesi per uomini e donne. La durata minima sarà di 6 mesi e quella massima di 3 anni e 7 mesi.

Il governo Gentiloni ha firmato i decreti attuativi per l'APE Social (agevolato) e la Quota 41 per i lavoratori precoci: le tempistiche sono ufficiali ed i lavoratori interessati devono attivarsi per fare richiesta. Mentre per l'APE Volontario (di mercato) ci sarà ancora da attendere. Quanto spiegato in questo articolo è dunque definitivo, anche i tempi entro cui presentare la domanda di APE agevolato, per quel che riguarda quello volontario aggiorneremo quando anche per questo ci saranno i decreti definitivi.

Inoltre è stato specificato che per raggiungere i requisiti contributivi per l'APE Social è valido il cumulo gratuito dei contributi maturati in diverse gestioni, altra novità previdenziale del 2017 (si precisa però che il cumulo non opera nei confronti delle forme di previdenza dei liberi professionisti).

Domanda di accesso all'Anticipo Pensionistico - La procedura per accedere all'APE Social è in due fasi: prima il lavoratore deve fare domanda all'INPS di verifica dei requisiti (istanza di verifica dei requisiti per l'accesso), poi l'Istituto entro il 15 ottobre deve dare risposta e in caso di accettazione il lavoratore dovrà fare la definitiva domanda di accesso all'APE Social. Le tempistiche inizialmente comunicate per chi matura i requisiti nel 2017 erano dal 1 maggio al 30 giugno, ma a causa dei ritardi e dei rilievi fatti dal Consiglio di Stato per alcune modifiche il termine per presentare la domanda di verifica dei requisiti per l'APE Social è fissato al 15 luglio. ATTENZIONE: entro tale data fa fatta domanda di verifica anche se i requisiti vengono maturati dopo ma comunque entro il 31 dicembre 2017. La decorrenza dell'APE Social dovrà essere retroattiva: così imposto il Consiglio di Stato tra le modifiche richieste. Ad esempio un lavoratore invalido al 74% che al 1 maggio 2017 ha 63 anni di età e 30 anni di contributi il cui diritto all'APE Social viene concesso dal 1 novembre, a seguito dei tempi imposti dalla suddetta procedura avrà diritto alla corresponsione degli arretrati sin dal 1 maggio. Tutto questo, comprese le tempistiche, vale anche per la Quota 41 per i lavoratori precoci.

Chi matura i requisiti nel 2018 invece, dovrà fare la domanda di verifica dei requisiti tra il gennaio e il 31 marzo. Inoltre sono stati stanziati fondi precisi per questioni di bilancio, se dal monitoraggio delle domande presentate ed accolte ci sarà un eccesso di richieste rispetto alle risorse finanziarie, la decorrenza del pensionamento anticipato tramite il prestito pensionistico verrà differita, con criteri di priorità in ragione della maturazione dei requisiti e, a parità degli stessi, in ragione della data di presentazione della domanda. Questo perchè, come spiegato più sotto, con l'APE Social la penalità è fortemente ridotta o del tutto annullata, dunque sono necessari fondi pubblici.

La domanda di APE volontario (APE di mercato) ovviamente non ha un limite temporale: una volta raggiunti i requisiti, l'interessato può fare istanza all'INPS. Come specificato nel decreto attuativo firmato dal governo Gentiloni il 4 settembre 2017 "Coloro che hanno maturato i requisiti in una data compresa tra il 1 maggio 2017 e la data di entrata in vigore del presente decreto possono richiedere, entro 6 mesi dall'entrata in vigore del presente decreto, la corresponsione di tutti i ratei arretrati maturati a decorrere dalla suddetta data di maturazione dei requisiti". In altre parole la domanda di APE volontario ha effetti retroattivi per chi ha raggiunto i requisiti dopo il 1 maggio ed erano in attesa che appunto fosse possibile fare la richiesta di accesso.

Per accedere all'APE volontaria e social la pensione lorda futura dovrà essere almeno di 700€ al mese circa, al netto dell'eventuale rata di restituzione del prestito: questo perchè è scritto che dovrà essere di almeno 1,4 volte l'importo della pensione minima INPS, che attualmente è 502€ al mese.

L'Anticipo Pensionistico sarà domandabile dai lavoratori del settore privato e del settore pubblico, dai lavoratori dipendenti e dagli autonomi iscritti alla gestione separata, ma non dai professionisti iscritti alle Casse Professionali. Per gli autonomi va inoltre detto che potrebbe essere forse un po' più conveniente: le penalità, i tassi di interesse e il costo della polizza non cambiano ma ovviamente negli anni di anticipo della pensione non si versano i contributi per la gestione separata INPS. Necessario comunque fare calcoli approfonditi per verificare la convenienza economica di aderire all'Anticipo Pensionistico.

Ulteriori dettagli tecnici:
  • ci saranno diversi requisiti minimi di contributi per le diverse versioni dell'Anticipo Pensionistico: APE Volontario (di mercato) e d'impresa: 20 anni - APE Social se richiesto da disoccupati senza alcuna forma di reddito, disabili ad almeno il 74% o con parenti di primo grado disabili conviventi: 30 anni - APE Social se richiesto da lavoratori occupati in mansioni gravose: 36 anni (non approvata una proposta di emendamento per scendere a 35 anni)
  • l'APE di mercato non esclude il proseguimento dell'attività lavorativa, anche con passaggio a part-time, l'APE Social sì
  • in caso di richiesta di APE Social da parte di disoccupati, la disoccupazione dovrà derivare da licenziamento (anche a seguito di procedura collettiva), dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale nell'ambito della procedura di conciliazione obbligatoria (in pratica le stesse condizioni per l'indennità di disoccupazione Naspi): dunque l'APE Social per disoccupati sarà solo per ex lavoratori dipendenti, esclusi i lavoratori autonomi e i lavoratori parasubordinati che abbiano cessato l'attività economica o concluso la collaborazione; inoltre si dovrà aver finito di percepire l'indennità di disoccupazione o di mobilità o il trattamento edile o simili sostegni al reddito da almeno tre mesi
  • per i lavoratori agricoli, dato che l'indennità di disoccupazione è erogata diversamente, nella circolare INPS 100-2017, dove ci sono le istruzioni operative per l'APE Social nel suo globale, è specificato che "Per quanto riguarda gli operai agricoli, lo sfasamento temporale tra il periodo di disoccupazione ed il momento in cui viene corrisposta la relativa indennità, impone di computare il trimestre di cui all’articolo 2, comma 1 del D.P.C.M. a far data dal licenziamento o le dimissioni per giusta causa  (verificati tramite le risultanze Unilav) se avvenuti nell’anno in cui è proposta la domanda di APE Sociale o, se avvenuti in precedenza, dalla fine dell’anno precedente a quello di presentazione della domanda"
  • chi accede all'APE Social o chi ha svolto lavori usuranti o gravosi, ed avrà una pensione non superiore i 1500€ lordi mensili, non subirà le penalizzazioni previste per gli altri casi (cioè l'APE di mercato, ovvero richiesto su base volontaria senza essere nelle categorie suddette, e l'APE aziendale, cioè richiesto in accordo con l'azienda)
  • questi i lavori gravosi, rischiosi, che daranno diritto all'APE social: maestre delle scuole d'infanzia, infermieri di sala operatoria, edili, facchini, personale non qualificato addetto a servizi di pulizia, operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori rifiuti, macchinisti e autisti di mezzi pesanti, operai dell'industria estrattiva, dell'edilizia e della manutenzione degli edifici, conduttori di gru, di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni, conciatori di pelli e pellicce, conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante (in teoria si sommano a quelli considerati già usuranti)
  • l'APE agevolato non può essere cumulato con altre prestazioni di sostegno al reddito come ad esempio l'indennità di disoccupazione o l'indennizzo per cessata attività commerciale; per i lavoratori agricoli si precisa che "la percezione dell’indennità di disoccupazione agricola corrisposta nel 2017 deve considerarsi ininfluente ai fini dell'APE sociale trattandosi di prestazione riferita a eventi di disoccupazione relativi all'anno 2016"
  • in caso di APE volontario e altri prestiti in corso, la somma delle rate non può superare il 30% della pensione erogata: in altre parole, quanto da rimborsare per l'APE, sommato alle rate di altri finanziamenti, non può intaccare oltre il 30% della pensione che si prenderà a fine dell'APE, che in tal caso sarà ridotto di importo
  • se durante il periodo nel quali si percepisce l'APE volontario dovessero aumentare i requisiti per la pensione (esempio per adeguamento all'aspettativa di vita) si potrà chiedere un ulteriore finanziamento, che porta ovviamente all'aumento del prelievo sulla pensione per il rimborso: questo per evitare che tra la fine dell'erogazione dell'APE e il momento nel quale si andrà in pensione non ci sia un'entrata per il lavoratore; va infatti specificato che l'uscita dal lavoro con l'APE volontaria non dà diritto all'accesso alla pensione con i requisiti vigenti in quel momento
anticipo pensionistico per la pensione anticipataNB 1: lavoratrici e lavoratori precoci in particolari situazioni di difficoltà (disoccupati, caregivers, invalidi) o che sono stati impiegati in lavori usuranti o mansioni gravose, se hanno almeno 41 anni di contributi possono fare richiesta di pensione anticipata a Quota 41, mentre possono accedere all'APE Social se non hanno appunto 41 di contributi.

NB 2: chi ha svolto lavori usuranti o notturni ha diverse possibilità per la pensione anticipata: oltre al prestito pensionistico o alla Quota 41 se precoce può infatti usufruire dei requisiti agevolati per il prepensionamento per lavoro usurante o notturno.

Chi ha svolto lavori gravosi può accedere all'APE Social se li ha svolti in via continuativa nei 6 anni precedenti la decorrenza dell'APE. Con un correttivo introdotto proprio all'ultimo nei decreti attuativi, in caso di periodi di interruzione lavorativa nei 6 anni precedenti la decorrenza dell'APE allora si può recuperare quanto manca - massimo 12 mesi però - se nel settimo anno precedente si sono svolti lavori gravosi. Esempio: tra il 2011 ed il 2017 c'è stato un periodo di inattività o di interruzione pari a 12 mesi, ipotizziamo tra 2013 ed il 2014, il lavoratore non perde il diritto all'APE se tra il 2010 ed il 2011 (appunto il settimo anno antecedente la decorrenza) abbia svolto le predette attività gravose per 12 mesi. Resta comunque che il lavoro classificato gravoso (vedasi i punti sopra) deve essere svolto al momento della decorrenza dell'APE Social.

Come funziona l'Anticipo Pensionistico - Come detto l'APE è sì gestito tramite l'INPS ma è comunque un prestito erogato da una banca, dunque avrà dei tassi di interesse e sarà assicurato con una polizza: al lavoratore che lo richiede non verrà imposta nessuna ipoteca o altra garanzia reale, nè i suoi eredi dovranno pagare qualcosa in caso di decesso prima della fine del rimborso (che sarà in 20 anni), ma questo porta ad un costo dell'anticipo pensionistico perchè la penalizzazione sarà appunto in forma di una trattenuta mensile per 20 anni per pagare interessi e polizza assicurativa. Tuttavia ci saranno delle detrazioni fiscali sul rimborso.
Secondo modalità che saranno rese note in seguito con i decreti attuativi, ovviamente prima del 1 maggio 2017 quando l'APE entrerà in vigore, ci sarà anche la possibilità di rimborso anticipato del prestito pensionistico.

Penalità sulla pensione con l'APE, interessi e costi del rimborso - Chi chiederà volontariamente l'Anticipo Pensionistico avrà un taglio del 4.5-5% sulla pensione lorda per ogni anno di anticipo, dunque si può arrivare ad un 14%/18% circa [dati ancora non definitivi], per ripagare a rate l'anticipo/prestito con tanto di interessi per la banca e costo della polizza assicurativa (sul rimborso alla banca in caso di premorienza, come ogni finanziamento personale o finalizzato). Il rimborso avviene in 260 rate totali in 20 anni con una trattenuta sulla pensione (la "penalità"), compresa la tredicesima, completato il rimborso dell'APE la pensione verrà erogata per intero.

Ma come detto la penalità sulla pensione in caso di APE social è ridotta o annullata per categorie tutelate come disoccupati, lavoratori disabili con invalidità civile superiore al 74%, lavoratori con familiari di primo grado invalidi a carico, per chi ha svolto lavori usuranti, gravosi, rischiosi: si scende al 3% se la pensione è oltre in 1500€ lordi mensili e fino ai 2000€, sotto i 1500€ si arriva allo 0%. Previsti sgravi fiscali sul rimborso che saranno del 50% della quota interessi della rata di rimborso.

In caso di richiesta di Anticipo Pensionistico come conseguenza di ristrutturazione aziendale, l'impresa dovrà coprire parte della penalizzazione della pensione del lavoratore: questo per evitare che si mandino via dipendenti più anziani scaricando il costo dell'operazione sull'INPS.
Altri importantissimi elementi che emergono dai primi dettagli dei decreti operativi in elaborazione e che il governo dovrà approvare entro il 1 maggio 2017 per consentire il via ufficiale del prestito pensionistico, per come sono stati resi noti dai principali organi di stampa come Il Sole 24 Ore e Il Corriere della Sera:
  • con un'uscita anticipata di un anno si potrà domandare un anticipo massimo al 95% della pensione mensile, al 90% con un’uscita anticipata di due anni, all’85% con un anticipo di tre anni
  • in una intervista a Il Corriere della Sera di sabato 21 gennaio, il consigliere economico del governo Marco Leonardi informa che "potrà chiedere l'Ape Volontario chi ha maturato una pensione, al netto della rata di rimborso, pari ad almeno 1,4 volte il minimo, 702 euro al mese. Si potrà chiedere un anticipo minimo di 150 euro al mese e massimo pari al 90% della pensione se per meno di un anno e del 75% se per più di 3 anni. Infine, le rate complessive, qualora la persona abbia altri debiti, non devono superare il 30% della pensione"
  • l'APE sarà su 12 mensilità, ovvero negli anni di anticipo pensionistico non si avrà diritto alla tredicesima [simulazione di APE Volontario pubblicata su Il Sole 24 Ore come esempio: pensione certificata mensile netta di 1.286€ (16.718€ l'anno in quanto di norma c'è la tredicesima) si potrà domandare un anticipo massimo di tre anni fino a 1.093€ al mese (l'85% della pensione mensile) per 12 mesi, quindi il prestito annuo sarà di 13.116€ totali netti (quindi il 78,45% della pensione annua che si avrebbe normalmente se richiesta all'età pensionabile standard); sul prestito si pagherà il 4,7% sulla rata di pensione per ogni anno di anticipo, ovvero per un prestito netto nel triennio di 13.116€ si restituiscono in 20 anni, con rate di 208€ per 13 mesi l'anno, 54.080€ (valore comunque inferiore a quello che avrebbe un analogo prestito personale a condizioni di mercato)
Requisiti di accesso alla Rendita Integrativa Temporanea Anticipata e come funziona
Come funziona la RITA: può integrare l'APE o essere richiesta da sola - La Rendita Integrativa Temporanea Anticipata sarà disponibile in fase sperimentale dal 1 maggio 2017 al 31 dicembre 2018, poi si vedrà se renderla strutturale, comunque non togliere risorse ad altri interventi.

Requisiti per la RITA: la Rendita Integrativa Temporanea Anticipata potrà essere richiesta dai lavoratori che hanno attivato nel corso della loro carriera lavorativa forme di previdenza integrativa ed i requisiti saranno gli stessi dell'APE Volontario, ovvero almeno 63 anni di età, 20 anni di contributi, essere non più di 3 anni e 7 mesi dal pensionamento nel regime pubblico obbligatorio (se verrà prorogata è chiaro che ci saranno adattamenti per via dell'aumento dell'età pensionabile nei prossimi anni).

Con la Rendita Integrativa Temporanea Anticipata si potrà attenuare la penalità sulla pensione / rata di rimborso del prestito pensionistico in caso di APE Volontario e APE Social (in questo caso se non previsto che sia a carico dello Stato come su spiegato) o comunque chiedere un APE meno oneroso perchè integrato da un anticipo sulla pensione integrativa, oppure solo l'anticipo sulla pensione integrativa.

Sgravi fiscali con la RITA - Rendita Integrativa Temporanea Anticipata: i lavoratori che pagano contributi per un fondo pensione o altre forme di previdenza complementare già ora possono chiedere un anticipo della pensione integrativa, pagando però su tale anticipo una tassazione tra il 15% se richiesto per cure sanitarie o finanziamento per acquisto abitazione principale e il 23% negli altri casi, ma con la RITA insieme all'APE si scenderebbe al 15% con riduzione per ogni anno di adesione al fondo pensione superiore ai 15 anni, fino a un massimo di 6% di riduzione (ovvero scendere fino al 9% di aliquota). Si potrebbe così avere un Anticipo Pensionistico di minore importo, quindi con una penalità minore in seguito, e pagare meno tasse per l'anticipo della pensione integrativa (ricordiamo che la rendita complementare si prende con la pensione di base la tassazione è quella Irpef e dipende dallo scaglione di reddito di appartenenza).

Simulazioni di APE - Anticipo Pensionistico: importo pensione, penalità, tipo di lavoratore/lavoratrice
  • muratore, nato nel settembre 1953, 38 anni di contributi settembre 2016, in pensione dal settembre del 2020 a 66 anni e 11 mesi, paga annua 26 mila euro lordi: in caso di APE nel settembre 2017, quindi tre anni prima della pensione di vecchiaia, penalità minima o anche nulla se faranno rientrare il lavoro edile tra quelli usuranti che escludono le penalizzazioni
  • ingegnere con qualifica "quadro", nato nel 1952, 40 anni di contributi nel settembre 2016, pagati 5 anni di riscatto della laurea per andare in pensione prima, paga annua 60 mila euro lordi, pensione di vecchiaia nel luglio 2019 a 66 anni e 7 mesi con 42 anni di contributi: penalità sulla pensione fino al 10% totale se chiede l'Anticipo Pensionistico due anni prima (5% per ogni anno), ovvero nel luglio 2017; nessuna agevolazione fiscale per i redditi più bassi, interessi del prestito e costo della polizza a suo carico
  • artigiano, nato nel 1952, reddito d'impresa netto pari a 22 mila euro, pensione di vecchiaia nel gennaio del 2019 con 66 anni e 7 mesi e 42 anni di contribuzione (non bastano per la pensione anticipata, visto che da gennaio 2019 ci vogliono minimo 43 anni e 2 mesi): se chiede l'APE due anni prima, cioè nel gennaio 2017, avrebbe una penalità del 4-5% e tassi di interesse del 2-3%, però non pagherebbe in quei due anni circa 6500€ di contributi INPS gestione separata per artigiani
  • insegnante, nata nel maggio 1953, paga annua di 38 mila euro lordi, 34 anni di contributi a fine 2016 più altri 4 per riscatto laurea, pensione anticipata nel settembre 2019 con 42 anni e 3 mesi di servizio, pensione di vecchiaia nel settembre 2020: chiedendo l'APE nel settembre 2017, quindi tre anni prima della pensione di vecchiaia, avrebbe un taglio del 15% (5% per ogni anno), interessi del prestito e costo polizza a suo carico
  • lavoratore dipendente, nato nel 1951, pensione di vecchiaia nel novembre 2018 con assegno da 1400€ lordi al mese, chiede l'APE nel novembre 2017 per assistere il figlio disabile: nessuna penalizzazione sulla pensione, agevolazioni fiscali sugli interessi della rata e il costo della polizza assicurativa

6 commenti:

alessandro ha detto...

Buongiorno, secondo i dati inps dovrei andare in pensione, (anticipata), ad aprile 2023. Lavorando in fabbrica e ciclo continuo e a tre turni, volevo chiedere se e' sempre valido il discorso dei fare un minimo di notti all'anno cioe' 64 per avere un anno di lavori usuranti almeno 7 anni negli ultimi dieci.
Dico questo perche' francamente non ce la faccio piu' fisicamente a reggere questo lavoro che, al di la dei turni e' abbastanza pesante e sto cercando nel limite del possibile di anticipare la pensione. Ho 59 anni e andarci a 64, quasi 65, diventa dura, anche moralmente. Il mio calcolo e' dunque questo: se negli ultimi 10 anni, cioe' dal 2011, al 2020, (tenendo presente che devo maturare le 64 notti negli anni a venire fino alla fine del 2020), e, una volta accertato che ho fatto almeno 7 anni con i requisiti richiesti per avere un anno di lavori usuranti, potrei o no chiedere, ( farmi praticamente licenziare), la naspi per i due anni successivi che, sommati a quello di lavori usuranti mi permetterebbero di stare piu' tranquillo e aspettare la pensione ad aprile 2023 o anche un po piu' tardi? In pratica gli anni di naspi contano o meno per i lavori usuranti? Perche' se contassero allora i miei calcoli andrebbero a farsi benediree non potrei usufruire dell'anno in piu'. Spero di essermi spiegato bene e scusatemi per la lungaggine.
Alessandro

Christian Citton ha detto...

Non ho ben chiara una cosa: ma lei al 2020 avrà i 7 anni di lavoro usurante negli ultimi 10, dati dal fare almeno 64 notti l'anno? Perchè in tal caso può andare in pensione a 63 anni e 7 mesi, se ha 35 anni di contributi, se sono almeno 72 notti a 62 anni e 7 mesi, se sono almeno 78 a 61 anni e 7 mesi (le età sono quelle valide adesso, in teoria dovrebbero restare le stesse perchè non c'è più l'adeguamento con l'aspettativa di vita per questi lavori). Lo stesso anche se ha svolto mansioni particolarmente gravose o usuranti (vedasi decreto 67/2011 allegato 1, e decreto 19 maggio 1999 del Ministero del Lavoro). Se nel 2023 avrà gli anni di contributi per la pensione anticipata (ex anzianità) ad un calcolo che posso fare così al volo è proprio al limite dei 35 anni necessari per la pensione agevolata per lavoro usurante, quindi andrebbe verificata attentamente la cosa.

Ipotizzo che se ha posto la sua domanda è perchè non ha i 35 anni di contributi quindi in tal caso non può accedere alla pensione per lavoro usurante.

Con l'indennità di disoccupazione si hanno contributi figurativi che non possono essere conteggiati tra gli anni di requisiti per la pensione anticipata se non ce ne sono già almeno 35 di contributi effettivi. Nel caso che si abbiano tutti i requisiti per il pensionamento agevolato per lavori usuranti o notturni, varrebbe sempre il discorso dei 7 anni negli ultimi 10 e il periodo di Naspi non conta per i 7, dovrebbe rientrare nei 3 restanti.

Comunque, ha verificato se può accedere all'Ape Social a partire dai 63 anni? Se non ho capito male, la Quota 41 per lavoratori precoci che hanno svolto lavori usuranti non potrebbe essere per lei un'opzione, ma valuti anche quella.

alessandro ha detto...

Beh...ringrazio per la risposta e passo a ragguagliarla su cio' che mi ha chiesto.
Innanzitutto i miei contributi cominciamo dal 1 giugno 1979, con una interruzione di neppure due mesi , in cui sono stato senza occupazione da settembre 1996 a novembre 1996, mi sembra 7 settimane piu' o meno.
Di conseguenza il discorso del lavoro precoce non dovrebbe sussistere, ma, avendo quindi a tutt'oggi non 35, ma quasi 38 anni di contributi versati, il discorso dei lavori usuranti invece si.
Ricapitolando: Mi faro' fare un conteggio dalla mia azienda un delle notti fatte dal 2011 ad oggi e, se dovessi, come penso avere almeno 4 anni dal 2011 ad oggi, calcolando anche quest'anno, dovro' cercare di fare il 2018-2019 e 2020 con almeno 64 notti e poi alla fine del 2020 potrei chiedere la naspi per i due anni successivi e, in forza di quello in piu' per i lavori usuranti andare in pensione alla fine del 2023 o anche prima.
Nel caso contrario, se ben ho capito, si alzerebbe l'aspettativa di vita anche per me sia nel 2019 che nel 2021 , quidni almeno 6 mesi in piu' che, insieme all'anno non dato pe r i lavori usuranti, mi farebbe andare in pensione non a 63 anni e 7 mesi , ma almeno a 64 e 3 mesi,per cui dovessi accedere alla naspi dovrei ''farmi licenziare'' quando avrei 62 anni-e qualche mese di eta'.
La ringrazio per la risposta. Lei e' una persona gentile.
Alessandro

alessandro ha detto...

La ringrazio per la sollecita risposta e poc'anzi le avevo risposto pure io, ma non so se sono riuscito a spedire, quindi ripeto che forse e' meglio.
Dunque i miei contributi cominciao da giungo 1979 con una breve interruzione di circa 7 settimane da settembre 1996 a novembre 1996.
Ad oggi ho quasi circa 38 anni di contributi versati.
Per quanto riguarda gli anni di lavori usuranti le dico che dal 2011 al 2020, mi faro' fare un calcolo dall'aziend a in cui lavoro per sapere le notti fatte e dovessi almeno avere 3 anni con 64 notti dal 2011 ad oggi, staro' ben attento a farle per quest'anno corrente e poi per i successivi tre, 2018-19-20 cosi' avrei i famosi 7 su 10. Arriverei cosi' alla fine del 2020 con la possibilita' di chiedere la naspi fino alla meta' del 2022 e poi potrei usufruire dell'anno di lavori usuranti e arrivare nella meta' del 2023 a poter andare in pensione. Giusto il calcolo?
In caso contratio dovrei azzerare la'nno di lavori usuranti e anche aumentare di almeno 6 mesi per l'eventuale aspettativa di vita che dovrebbe esserci nel 2019 e nel 2021, di conseguenza invece che 63 anni e 7 mesi dovrei andare a 65 e 3 mesi piu' o meno e la naspi potrei quindi chiederla quando avro' 63 anni e 3 mesi. ( mi corregga se sbaglio).
In ogni caso la ringrazio perche' almeno lei mi da qualche speranza.
Alessandro

alessandro ha detto...

Errata corrige: ho visto che sono state pubblicate entrambi i miei commenti sulla sua risposta e nel primo ho sbagliato a scrivere 64 anni e tre mesi, scrindeo pero' giusto nel secondo commento, cioe' 65 e 3 mesi.
Grazie,
Alessandro

Christian Citton ha detto...

Attenzione alla questione dell'aspettativa di vita: se è vero che, come di certo avrà letto, il governo è orientato ad aumentare le età per andare in pensione di 6 mesi già dal 2019, va comunque ribadito che per i lavori usuranti e notturni con le recenti novità è stato eliminato l'adeguamento all'aumento dell'aspettativa di vita fino al 2026. Vedremo se avranno il coraggio di rimangiarsi la parola e modificheranno questo punto...

Poi, nel suo caso specifico, se avesse i 7 anni negli ultimi 10 di lavoro con almeno 64 notti (fino a 71) lei potrebbe andare in pensione a 63 anni e 7 mesi (soglia attuale, ma come detto in teoria non dovrebbe cambiare nei prossimi anni), dunque -se non sbaglio io i calcoli della sua età- se adesso ha 59 anni potrebbe andare in pensione tra il 2021 e il 2022 quando compirà appunto 63 anni e 7 mesi (infatti la legge che ha bloccato l'adeguamento alla speranza di vita ha anche abolito la finestra mobile: la pensione decorre dal mese successivo al raggiungimento dei requisiti).

Trova offerte di lavoro in tutte le città italiane: