23 agosto 2016

Come Si Diventa Traduttore Professionale

Chi pensa che per diventare traduttori professionali sia necessario semplicemente conoscere e padroneggiare una o più lingue deve ricredersi: il percorso da seguire, infatti, è un po' più lungo e articolato. Sono tante le doti richieste: in primo luogo la capacità di gestire sé stessi, i propri impegni e le proprie commissioni, a maggior ragione se si lavora come freelance; inoltre, l'abilità nell'adoperare i cosiddetti CAT tools, vale a dire i software per traduzione che vengono usati sempre più di frequente nelle agenzie; e, ancora, la puntualità nelle consegne e il rispetto delle tempistiche, la precisione nella stesura dei preventivi e il desiderio di aggiornarsi in continuazione.

Insomma, quello del traduttore professionale è di sicuro un ruolo impegnativo, anche se al tempo stesso appagante e soddisfacente. Un consiglio che vale la pena di seguire è quello che prevede di entrare in contatto con il mercato delle traduzioni in modo progressivo, e magari in anticipo sui tempi: insomma, lo scopo è quello di conoscerlo prima di averci direttamente a che fare. A questo punto, ci si deve concentrare sui CAT tools già menzionati: si tratta di sistemi di traduzione assistita che, negli ultimi anni, hanno assunto una posizione sempre più rilevante nello svolgimento di questa professione. Non sono strumenti che sostituiscono le mansioni del traduttore professionale, sia chiaro: servono, semplicemente, a migliorarne la qualità del lavoro.

lavoro come traduttoreLe prerogative necessarie per diventare dei bravi traduttori professionali, in sintesi, sono molteplici: occorre amare le lingue e scegliere una specifica area di competenza. Insomma, non si può pensare che chi si occupa della traduzione di un romanzo fantasy sia in grado di eseguire lo stesso lavoro per un contratto relativo a un accordo commerciale tra due aziende straniere. Molto preziose, poi, sono le competenze informatiche, che ovviamente devono essere sempre aggiornate.
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Può essere utile, d'altro canto, prendere parte a seminari e workshop, ma anche a conferenze e laboratori relativi al settore di competenza. Leggere guide, libri e quotidiani non è superfluo, ma arricchisce un bagaglio culturale di cui non si può fare a meno se si vuole eccellere nel proprio lavoro: perché la traduzione non è un esercizio asettico, ma deve essere sempre effettuata tenendo conto del contesto. Non si può tradurre in francese se non si conosce la Francia; non si può tradurre in svedese se non si conosce la letteratura scandinava; e così via. Infine, è opportuno tenere sempre in considerazione il destinatario del testo che dovrà essere letto o fruito.

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