14 febbraio 2017

TFR al Fondo Pensione e Contributo Aziendale per una Previdenza Complementare ai Massimi Livelli

Conviene destinare il TFR ad un fondo pensione? Senz'altro è meglio che averlo in busta paga, i numeri parlano chiaro, però la scelta se avere una liquidazione di una certa consistenza al termine della propria carriera lavorativa oppure una pensione integrativa più alta va valutata attentamente. Che investire nella previdenza complementare sia necessario è confermato pure dall'INPS, non solo dagli analisti, ed i fondi pensione appaiono la scelta migliore anche perchè i versamenti possono avvenire appunto col trattamento di fine rapporto e col contributo aziendale (che non ha costi per il lavoratore). Inoltre ci sono deduzioni fiscali per i versamenti alla previdenza complementare che fanno pesare meno la spesa, mentre col TFR in busta paga si pagano più tasse (trattasi comunque di una "sperimentazione" del governo Renzi teoricamente destinata a concludersi il 30 giugno 2018). Vediamo dunque numeri concreti con tre esempi di lavoratori - un 30enne, un 40enne e un 50enne - in una situazione ideale (e forse un po' irrealistica soprattutto per i più giovani, ma tant'è) per capire la convenienza di aderire ad un fondo pensione e alimentarlo con la quota mensile del trattamento di fine e col contributo aziendale.

TFR destinato al fondo pensione: i vantaggi per la previdenza complementare

Il flop del TFR in busta paga per il triennio 2015-18 è stato clamoroso, e detto sinceramente potrebbe essere un bene perchè c'è il concreto rischio di avere pochi spicci in più sullo stipendio pagando però più tasse (cfr l'articolo Le Tasse sul Tfr in Busta Paga ne Eliminano la Convenienza?) e poi una liquidazione più bassa al termine della propria vita lavorativa. Comunque ogni caso va valutato individualmente.

Ora il governo Renzi sta pensando di rendere obbligatorio l'uso TFR per la previdenza complementare, destinandolo ad un fondo pensione: sinceramente non siamo d'accordo perchè riteniamo il trattamento di fine rapporto tra quegli elementi che il lavoratore deve poter gestire da sè, anche prendendolo in busta paga seppur, come detto sopra, la convenienza va valutata con estrema attenzione. Dunque non deve essere un obbligo, però va detto che ci sono dei vantaggi a destinare il TFR ad un fondo pensione: già nell'articolo Tfr in Busta Paga o in Azienda per Pensione Integrativa, che vi invitiamo a leggere perchè dà informazioni supplementari a quanto stiamo riportando qui, abbiamo spiegato che prenderlo in busta paga nel triennio 2015-18 riduce sensibilmente la pensione integrativa (nel senso che, per chi normalmente lo destina al fondo pensione, il solo "buco temporale" di tre anni comporta una riduzione elevata), completiamo adesso l'analisi coi numeri concreti di destinare totalmente il trattamento di fine rapporto alla previdenza complementare.

Grazie alle elaborazioni di Progetica, società indipendente di analisi finanziarie e previdenziali, che sono realizzate prevedendo continuità di versamenti e di contribuzione, con i valori al netto delle tasse e dell'inflazione, con le stime per l'età per la pensione di vecchiaia secondo le norme vigenti e un TFR al 6.91% della retribuzione, si hanno le seguenti proiezioni:
  • lavoratore 30enne, 1000€ netti di stipendio mensile, previsione di pensione di vecchiaia a 70 anni: 344€ al mese di pensione integrativa con fondo pensione linea garantita, 519€ con fondo pensione linea bilanciata-azionaria
  • lavoratore 40enne, 1500€ netti di stipendio mensile, previsione di pensione di vecchiaia a 69 anni: 307€ al mese di pensione integrativa con fondo pensione linea garantita, 421€ al mese con fondo pensione linea bilanciata-azionaria
  • lavoratore 50enne, 2000€ netti di stipendio mensile, previsione di pensione di vecchiaia a 68 anni: 215€ al mese di pensione integrativa con fondo pensione linea garantita, 265€ in più al mese con fondo pensione linea bilanciata-azionaria
Leggete l'articolo Fondo Pensione o Piano Individuale Pensionistico per la Pensione Integrativa? per le differenze tra i vari fondi pensione. Passiamo ora al contributo aziendale e ai suoi vantaggi per la previdenza complementare.

Il contributo aziendale per la previdenza complementare: versamento in più al fondo pensione senza costi per il lavoratore

tfr e contributo aziendale per fondo pensioneIl contributo aziendale è un'opportunità per la pensione integrativa tramite fondo pensione: più precisamente il lavoratore che aderisce al fondo pensione di categoria, al fondo pensione aziendale oppure al fondo pensione aperto su base collettiva (cioè promosso da banche, Sim o Sgr, assicurazioni convenzionate con l'azienda), può chiedere che il datore di lavoro gli versi in automatico una cifra aggiuntiva nel fondo, totalmente a carico dell'azienda e che si va quindi ad aggiungere a quanto versa il lavoratore. L'entità del contributo aziendale dipende dagli accordi di settore, ma è chiaro che se il lavoratore ritiene conveniente l'adesione al fondo pensione aziendale, di categoria o collettivo, allora il contributo aziendale va assolutamente richiesto: la pensione integrativa sarà più alta senza alcuna spesa in più.

Secondo le simulazioni di Progetica questo è quanto si può avere in più sulla pensione integrativa erogata dal fondo pensione scelto grazie al solo contributo aziendale, ipotizzato all'1% della busta paga :
  • lavoratore 30enne, 1000€ netti di stipendio mensile, previsione di pensione di vecchiaia a 70 anni: 100€ in più al mese con fondo pensione linea garantita, 150€ in più al mese con fondo pensione linea bilanciata-azionaria
  • lavoratore 40enne, 1500€ netti di stipendio mensile, previsione di pensione di vecchiaia a 69 anni: 89€ in più al mese con fondo pensione linea garantita, 122€ in più al mese con fondo pensione linea bilanciata-azionaria
  • lavoratore 50enne, 2000€ netti di stipendio mensile, previsione di pensione di vecchiaia a 68 anni: 62€ in più al mese con fondo pensione linea garantita, 77€ in più al mese con fondo pensione linea bilanciata-azionaria
Valori in termini reali, al netto della fiscalità e dell'inflazione, con ipotesi di continuità di versamento al fondo e di contribuzione fino al raggiungimento della pensione: certo per i 30-40enni di oggi può essere un'ipotesi alquanto ottimistica, come abbiamo già scritto anche in Riscatto Laurea per Andare in Pensione Prima: Quanto Costa e Convenienza, ma d'altra parte per fare delle stime numeriche è l'unica ipotesi utilizzabile.

Numeri non di poco conto, anzi di grande importanza visto che secondo le stime rese note dall'INPS nell'aprile 2016 i lavoratori nati dal 1980 in poi andranno in pensione a circa 70 anni con un assegno sotto i 1000€ di oggi! Come abbiamo riportato nell'articolo Fondo Pensione Linea Garantita o Azionaria Bilanciata: Quali Rischi e Vantaggi? prima si inizia a investire per la previdenza complementare coi fondi pensione e meglio è, ma già un 50enne che versa per gli ultimi 18 anni di carriera lavorativa il TFR ad un fondo pensione con anche il contributo aziendale, potrà avere una pensione integrativa di oltre 300€, sempre secondo le stime di Progetica basate sui dati attuali: è dunque il caso di fare molto bene i propri conti.

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