15 marzo 2017

Riscatto Laurea per Andare in Pensione Prima: Quanto Costa e Convenienza

Conviene riscattare la laurea per andare in pensione prima? Il riscatto degli anni universitari è una possibilità per migliorare il proprio futuro previdenziale: ormai è chiaro che la maggior parte dei pensionati dei prossimi decenni non potranno sostenersi con la sola pensione da lavoro, è necessario rivolgersi alla previdenza complementare o trovare altre soluzioni, tra cui appunto il riscatto della laurea. Bisogna farsi calcoli precisi sulla convenienza di questa opportunità perchè riscattare gli anni dell'università è costoso ma dà importanti agevolazioni fiscali e influenza la ricchezza pensionistica complessiva, oltre che le proprie finanze attuali.

Calcolo riscatto laurea: quanto costa riscattare gli anni di università? - Con il riscatto degli anni di laurea si va in pensione prima con un assegno più basso, ma gli anni di anticipo dipendono da quando si è iniziato a lavorare e quanti anni di università si riscattano. Quanto si spende per il riscatto degli anni di università è calcolato sul proprio reddito/stipendio, quindi in teoria prima lo si fa e meno si paga, ipotizzando che col progredire della carriera lavorativa si guadagni di più: per il riscatto di anni di laurea posteriori al 1 gennaio 1996 si prende la retribuzione lorda e la si moltiplica per l'aliquota contributiva (per la maggior parte dei lavoratori dipendenti ora al 33%), moltiplicata per gli anni da riscattare. In assenza di una retribuzione o di un reddito di riferimento, l’onere di riscatto è costituito dal versamento di un contributo, per ogni anno da riscattare, pari al livello minimo imponibile annuo dei commercianti (15.516€ nel 2014). Per gli anni di studi prima del 1 gennaio 2016 si  applicano particolari tabelle che tengono conto dell’età, il sesso, la posizione assicurativa e retributiva e la durata dei periodi da riscattare (il 1 gennaio 1996 è la data in cui entrò in vigore la Riforma Dini delle pensioni che introdusse il sistema contributivo e altri cambiamenti).
NB 1: non è possibile il riscatto della laurea se durante gli studi universitari si lavorava e dunque si avevano già contributi previdenziali. 
NB 2: con la Legge di Stabilità 2016 è stato cancellato il divieto di riscatto della laurea se si ha già riscattato il periodo di congedo parentale facoltativo (congedo di maternità/paternità facoltativa) al di fuori dal rapporto di lavoro. In altre parole, dal 1 gennaio 2016 si possono riscattare entrambi i periodi, sia quello degli studi che quello del congedo parentale, che fino al 31 dicembre 2015 erano alternativi. Ovviamente la norma è retroattiva e si possono riscattare i periodi prima del 1 gennaio 2016.
Ci sono vantaggi col riscatto della laurea? Si va in pensione prima, ci sono agevolazioni fiscali, ma l'assegno è più basso - Secondo le simulazioni effettuate da Progetica, società indipendente di analisi finanziarie e previdenziali, un lavoratore oggi trentenne che ha con le norme attuali un'età per la pensione di vecchiaia stimata a 70 anni e 5 mesi (destinata a crescere se le cose continuano così...), avendo iniziato a lavorare e quindi pagare contributi a 25 anni, andrebbe in pensione anticipata a 68 e 4 mesi con un riscatto di tre anni di studi, a 66 e 2 mesi con un riscatto di cinque anni. Invece  un lavoratore oggi quarantenne ha con le norme attuali un'età per la pensione di vecchiaia stimata a 69 anni e 5 mesi ma andrebbe in pensione anticipata a 67 e 4 mesi con un riscatto di tre anni di studi, a 65 e 2 mesi con un riscatto di cinque anni, sempre se avesse iniziato a lavorare  a 25 anni, senza interruzioni di carriera (già questo fa intendere come la situazione lavorativa attuale renda il riscatto della laurea meno conveniente per molti). Infine, un lavoratore oggi cinquantenne ha un'età per la pensione di vecchiaia stimata a 68 anni e 3 mesi: con un riscatto della laurea di tre anni andrebbe in pensione anticipata a 66 e 2 mesi, con un riscatto di cinque anni a 63 e 11 mesi.

I benefici del riscatto di laurea valgono la spesa? Non possiamo dirlo perchè ogni situazione va valutata individualmente, va detto però che nei casi di esempio su indicati l'anticipo degli anni di pensione si riduce progressivamente più tardi si comincia a lavorare e se si ha una carriera discontinua (ovvero si hanno periodi in cui non si pagano contributi: per risolvere si dovrebbero spendere altri soldi pagando i contributi volontari per la pensione...).

Per una valutazione corretta della convenienza del riscatto della laurea o se convenga investire quanto speso in un fondo pensione oppure in una polizza mista per assicurazione vita e pensione integrativa, vanno tenuti in considerazione anche altri elementi tra cui le deduzioni fiscali del 19% di quanto speso (diventano detrazioni fiscali, sempre al 19%, se si è fiscalmente a carico di qualcuno), rateizzate in 10 anni.

Poi si deve considerare che, andando in pensione prima avendo riscattato gli anni di università, l'importo dell'assegno si riduce (riduzione che aumenta più sono gli anni riscattati) ma siccome verrebbe preso per più anni ci sarebbe un aumento della ricchezza complessiva percepita con la pensione... se ovviamente si vive abbastanza! Infatti "rispettando" le attuali stime di vita i guadagni totale sarebbero i seguenti:

conviene riscattare gli anni di laurea per la pensione?

Come per i calcoli sugli anni di anticipo su esposti, le ipotesi sono per un inizio di carriera lavorativa a 25 anni senza interruzioni, crescita retribuzione futura nulla (per semplicità di calcolo), crescita Pil 1% annuo e speranza di vita media per come è ora secondo l'Istat.

Insomma, la domanda "conviene riscattare la laurea per la pensione?" non può avere una risposta generalizzabile, ognuno deve farsi bene i propri e conti.

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