8 febbraio 2016

Pensione Anticipata Lavoratori Invalidi: Requisiti, Età e Contributi

Guida ai requisiti per il prepensionamento agevolato dei lavoratori invalidi - Anche in seguito all'introduzione della Legge Fornero permangono i benefici relativi per lavoratori e lavoratrici con invalidità pari o superiore all'80%, che possono andare in pensione a 60 anni (uomini) o 55 anni (donne): tali categorie di lavoratori non è soggetta alla riforma con la quale sono stati alzati bruscamente i requisiti per accedere alla pensione di vecchiaia. Ovviamente si tratta di qualcosa di molto diverso dall'assegno ordinario d'invalidità, prestazione a cui si ha diritto prima dell'età per la pensione, ma anche dalla pensione d'invalidità civile in quanto quest'ultima non è una forma di pensione da lavoro.

Precisiamo subito che anche i lavoratori invalidi sembra che possano usufruire della deroga Amato per la pensione di vecchiaia con 15 anni di contributi: diciamo "sembra" perchè a quanto pare non esiste una norma che specifichi chiaramente sì o no, se avete i requisiti vi conviene informarvi presso l'INPS o un patronato.

Requisiti contributivi e anagrafici per la pensione dei lavoratori invalidi

La Riforma Fornero, che a partire dal 2012 ha innalzato i requisiti per il conseguimento della pensione di vecchiaia, non riguarda per questo punto le lavoratrici e i lavoratori con invalidità pari o superiore all'80% i quali possono chiedere la pensione con 60 e 7 mesi (uomini che accedono al beneficio previdenziale tra il 2016 e il 2018) o con 55 anni e 7 mesi (donne in quiescenza tra il 2016 e il 2018). Il requisito anagrafico è stato innalzato rispetto alle annate 2013 - 2015, periodo di tempo durante il quale era possibile accedere al trattamento pensionistico con 60 e 3 mesi o 55 anni e 3 mesi; si poteva invece uscire dal mondo del lavoro a 60 o 55 anni netti fino nel 2012.

La finestra mobile, ovvero il periodo di tempo che trascorre tra la maturazione del diritto alla pensione e l'effettiva riscossione dell'assegno pensionistico è sempre pari a 12 mesi sia per i lavoratori sia per le lavoratrici.

L'età anagrafica per accedere alla pensione è stata adeguata all'aspettativa di vita Istat, mentre il requisito contributivo è sempre pari a 20 anni ovvero è necessario aver versato contributi per almeno vent'anni ed essere iscritti all'Inps o ad altro ente previdenziale al 31 dicembre 1995.


Pensioni: quiescenza di vecchiaia per lavoratori/lavoratrici disabili: quando spettaPensione di vecchiaia per lavoratori invalidi e lavoratrici invalide: a chi spetta

Il trattamento pensionistico per chi è invalido ed ha maturato i requisiti anagrafici e contributivi sopra esposti spetta solo ai dipendenti del settore privato iscritti all'assicurazione generale obbligatoria: sono quindi esclusi dal beneficio i lavoratori del pubblico impiego e gli autonomi. Ricordiamo che è necessario presentarsi presso una commissione sanitaria dell'Inps per ottenere acquisire il diritto alla pensione di vecchiaia: anche se il richiedente è già stato riconosciuto invalido civile è necessario sottoporsi ad una visita medica effettuata dagli specialisti dell'Istituto di previdenza sociale. La visita è necessaria in quanto l'Inps deve prima concedere il beneficio in parola per l'invalidità specifica, quindi l'eventuale riconoscimento già ottenuto in sede di invalidità civile rappresenta unicamente un elemento di valutazione per la formulazione del giudizio medico legale da parte degli uffici sanitari dell'Inps, ma non dà direttamente diritto alla concessione della pensione di vecchiaia.

26 commenti:

Anonimo ha detto...

Mi sembra una vera ingiustizia che i lavoratori dipendenti possano accedere a questo tipo di benificio e invece i lavoratori autonomi no.
Ma si sa, gli autonomi non sono difesi dai sindacati.

Anonimo ha detto...

sarebbe utile anche per i dipendenti della scuola invalidi all'80% e disabili non più idonei per questo lavoro...

Anonimo ha detto...

Il signore che afferma che sia una ingiustizia che i lavoratori autonomi non possono accedere a questo beneficio ha perfettamente ragione se lui e' una persona che paga regolarmente le tasse. Purtroppo, poiche' come dimostrano TUTTI gli studi di settore e le statistiche su quanto dichiarato mediamente dagli autonomi, le dichiarazione medie degli autonomi sono mediamente INCREDIBILI e non veritiere, semplicemente da questo credo dipenda il fatto che gli autonomi non possono fruire di questo beneficio.
Giovanni - Milano

Anonimo ha detto...

Mi dispiace ma non credo che ci possa essere un motivo valido di fronte ad una percentuale di invalidità così importante. ( 80% )
Credo si tratti davvero di una grossa ingiustizia, perchè a questi livelli di invalidità tutti i lavoratori dovrebbero essere trattati alla stessa maniera. Privati, pubblici e autonomi.

Unknown ha detto...

Non ho capito un artigiano con 80%invalidità non ha diritto alla pensione anticipata?grazie

Christian Citton ha detto...

Come scritto nell'articolo, i lavoratori autonomi sono esclusi dall'opportunità descritta.

Martina Meloni ha detto...

Pensate ci possa essere una riforma che preveda anche gli artigiani ovviamente con 80%di IC

Martina Meloni ha detto...

O che alternative possibili?grazie ancora

Christian Citton ha detto...

Sinceramente? No, non ritengo che nei prossimi anni ci sarà un miglioramento della situazione, anzi le tendenze in atto sono proprio l'opposto. Le alternative possibili sono le solite, ovvero la pensione o l'assegno d'invalidità e la pensione anticipata con i requisiti contributivi: non proprio alternative ad una pensione anticipata "agevolata" in caso d'invalidità, ma questo c'è. Purtroppo.

Martina Meloni ha detto...

Grazie

Anonimo ha detto...

Miei cari commentatori ma vi rendete conto cosa significa l'80% di I.C.? Io ho il 46% di I.C. sono 36 anni che lavoro ho l'artrosi alle anche alle ginocchia e 3 ernie discali e riesco ad arrivare si e no alla fine della giornata e non ho più le forze per dedicare alla famiglia. Questi politici fanno di tutta un'erba un fascio, non tutti lavorano in ufficio, al caldo d'inverno e al fresco d'estate. Saluti a tutti

Anonimo ha detto...

È una vergogna! Una discriminazione di invalidi tra lavoratori pubblici e privati!
Ma vi rendete conto?
Mi sembra perfino anticostituzionale!
Certe cose bisognerebbe provarle sulla propria pelle prima di giudicare.

Silvana Azzini ha detto...

Incostituzionale differenza tra invalidi,vergognosa discriminazione e non ho + parole,solo parolacce x questo governo ladro d'illegittimi

patrizia ferrari ha detto...

Mi hanno riconosciuto il 100% di invalidità per un tumore. Malauguratamente sono autonoma ed ho sempre pagato le tasse, anche se qualcuno nei post sopra sostiene il contrario, secondo lo stato devo lavorare ancora tanti anni. No comment, non ce la faccio nemmeno volendo. Senza scordarsi che i dipendenti hanno 180 giorni di malattia retribuiti, gli autonomi solo 60.

Rodrigo ha detto...

ho 64 anni e 40 di contributi una invalidità pari all'80% dipendente pubblico con problemi di deambulazione, lavoro in altra provincia e mi servo di mezzi pubblici, sono costretto ad aspettare l'età pensionabile e trovo tutto questo vergognoso.

Anonimo ha detto...

Ingiustizia...più che ingiustizia mi sembra proprio una cosa anticostituzionale, gli invalidi di serie a e di serie b come sempre. Non ho capito come funziona, due invalidi con la medesima invalidità, nel settore privato (grandi lavoratori) uno va in pensione avendo l' 80% di invalidità a 60 anni mentre quello del settore pubblico (fannulloni) ecco che per questo invalido la regola non vale e lui deve lavorare di più solo perchè è nel settore pubblico...Ma stiamo scherzando ma che razza di stato è questo!!!

anna 62 ha detto...

hai ragione a me 100% x npl che e peggio e dip pubblico fin che respiro devo lavorare e nel privato basta 55eta e 100% di i.c. E''ingiusto
mi appello al presidente della repubblica che custodisce.. la costituzione..
i lavoratori sono tutti uguali....ma la commissione e la stessa... quindi e' disciminazione...
aiutatemi a diffonderlo x farglielo arrivare grazie

anna 62 ha detto...

hai ragione fin che respiro devo lavorare ma non e giusto siamo uguali q fa comodo solo a loro pens,ecc ma contratyi no pens antic no ecc.Presidente della repubblica dove sei...

Doyle Edmunds ha detto...

Bisogna vedere quale medico e quale commissione possa aver dato l'80% o addirittura il 100% a gente che lavora ancora (Sic!) A fronte del tuo grado d'invalidità piuttosto modesto ma sicuramente molto invalidante nella quotidianità e sul lavoro. C'è gente che svolge mansioni come l'infermiere con l'80%. Prova a farti valutare da una commissione di Trapani o di Canicattì. Vedrai che un 46% diventerà magicamente almeno un 92%! La moltiplicazione...del grado d'invalidità laggiù è realtà!

Carla ha detto...

Sono psicologa, ho 58 anni e il 100% d'invalidità per causa oncologiche, fino al 2005 dipendente privato con 23 anni di contributi Inps,libera professionista dal 2006 con contributi Enpap. Vorrei sapere se ne ho diritto,visto i contributi versati da dipendente o essere attualmente libera professionista, che non lavora da quasi 4 anni, mi relega fra u dimenticati?

Christian Citton ha detto...

Nell'articolo è chiaramente scritto che gli anni di contributi necessari, da lavoro dipendente, sono 20 in quanto trattasi di pensione di vecchiaia (appunto 20 anni di contributi è il requisito contributivo), mentre l'età minima richiesta è 55 anni e 7 mesi.

Veneziano ha detto...

Veneziano
buona sera a tutti gli invalidi al 80% ero autonomo ma per motivi di salute ho dovuto smettere ovviamente ho fatto domanda per invalidità che mi è stata riconosciuta al 80%, sono in attesa di risposta per la pensione avendo 63 anni, sento dire che gli autonomi non possano avere questo diritto, allora scriverò al presidente della repubblica, eventualmente chi fosse nella mia condizione sarebbe opportuno unirci e farsi sentire, altrimenti vedrete cosa combina il veneziano.
Saluti a tutti

Anonimo ha detto...

buonasera a tutti,è vergognoso che vengano poste queste differenze tra liberi professionisti e dipendenti comunque se non erro oltre 80% di invalidità si richiede una invalidità da lavoro,conclusione chè per me non cambierà nulla per gli invalidi civili come me.credo siano solo parole per caricare i loro granai di voti.saluti

lorella ha detto...

Sto cercando una strada
Ho 57 anni 35 di contributi invalida 85 e disabile 104, lavoro insegno con fatica immensa dato che sono ipovedente.
Opzione donna? No per un anno , agevolazioni inv non avevo 20 anni contribuzione nel 95
Non voglio regali o sconti ho lavorato una vita voglio quello per cui ho contribuito e che penso mi spetti.

Luisella Sanciu ha detto...

Sono Pienamente d'accordo
Forse sarebbe opportuno creare un gruppo social dove affrontare il problema è pianificare una protesta

Anonimo ha detto...

Lavoratore pubblico invalido al 100% dalla nascita, con artrosi cronaca, deformità su i 4 arti e su tutta la colonna, claucoma e non mi spiego perchè le forze dell'ordine (con tutto rispetto) possono andare in pensione a 50, e negli anni precedenti a 43 anni senza avere un ca..... Ed io devo aspettare il compimento dei 60 anni e 7 mesi, se nel frattempo non cambia nulla. Ma ditemi;
siamo in Italia, siamo in Europa o siamo in una m...... di Paese? Dove non esiste più la Legge, le giustizie, l'umanità e chi ne ha più ne metta.
(La Legge è uguale per tutti? No è una presa per il cu......)
RIBADISCO NO!!!! la Legge dobbiamo farcela da soli.

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