16 novembre 2015

Pensioni Più Basse dal 2016 per Riduzione dei Moltiplicatori del Montante Contributivo

Pensione più bassa dal 2016 per svalutazione del montante contributivo: questa una delle ultime notizie sulle pensioni in questo mese di luglio nel quale si parla tanto di riforma delle pensioni del governo Renzi e di rimborsi ai pensionati, elementi che rischiano di oscurare un fattore importante. Insomma, a causa del passaggio dal metodo retributivo a quello contributivo avviato dal 1996 con la Riforma Dini e completato nel 2012 con la Legge Fornero, occorrerà lavorare di più per avere lo stesso importo della pensione anche perchè proprio dal 2016 scatta un nuovo aumento dell'età anagrafica per la pensione di vecchiaia. Vediamo dunque numeri precisi e quali lavoratori pensionandi sono coinvolti dall'aggiornamento dei coefficienti di trasformazione del montante per determinare la quota di pensione con il sistema contributivo per i prossimi anni, ufficiale col la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del 6 luglio 2015.

Specifichiamo che quanto spiegato qui sul montante contributivo per chi andrà in pensione nel 2016 è una cosa del tutto diversa dalla rivalutazione pensioni - detta anche indicizzazione o perequazione della pensione, ovvero l'adeguamento al costo della vita calcolato col tasso d'inflazione - che nel 2016 sarà per molti negativo: tutte le informazioni nella guida Rivalutazione Pensione 2016 Negativa, Assegni Ridotti per Molti. (questione che si lega a quella dei rimborsi ai pensionati dovuti per la sentenza della Corte Costituzionale contro il blocco della rivalutazione nel biennio 2012/13 inserito nella Legge Fornero).

Montante contributivo della pensione ridotto nel 2016

La quota di pensione calcolata col contributivo si calcola applicando al montante contributivo (somma dei contributi versati) un moltiplicatore, cioè un coefficiente in base all'età di accesso alla pensione. Il decreto del Ministero del Lavoro datato 22 giugno e pubblicato in G.U. il 6 luglio 2015 stabilisce la riduzione dei moltiplicatori del montante contributivo da un minimo dell’1,35% a un massimo del 2,50%. Ovviamente questi coefficienti sono più alti per chi va in pensione più tardi.

riduzione delle pensioni dal 2016

La causa della riduzione dei coefficienti è l'allungamento della vita media (aumento dell'aspettativa di vita) perchè si ipotizza che vivendo più a lungo si prende per più tempo l'assegno previdenziale: siccome i contributi versati restano gli stessi e la pensione dipende appunto da tali contributi, ecco che scatta la riduzione.

Insomma il contributivo è un po' una fregatura visto che con l'allungarsi della speranza di vita, più passa il tempo e più le pensioni future saranno ridotte.


Inoltre, siccome la Legge Fornero ha previsto che l'età per la pensione di vecchiaia si sposti progressivamente più avanti nel corso dei prossimi anni, ecco che si dovrà lavorare di più per prendere di meno (per maggiori dettagli cfr la guida Pensione di Vecchiaia, Aumenta l'Età Pensionabile dal 2016).

I lavoratori/pensionandi più colpiti da questa riduzione dei coefficienti del montante contributivo per il calcolo della pensione sono i più giovani, quelli che hanno iniziato a lavorare più tardi, perchè per chi aveva almeno 18 anni di contributi versati al 31 dicembre 1995 la quota contributiva scatta dal 2012, per chi invece non aveva tale livello di contribuzione o ha iniziato a lavorare dopo tale data la quota di contributivo per la pensione è scattata dal 1 gennaio 1996. Va da se che chi è interamente nel sistema contributivo, quindi i più giovani, subirà nel corso del tempo gli effetti più negativi.

2 commenti:

francesco ha detto...

La miopia dei nostri governanti è sempre più grave, non si sono accorti che esistono altri comparti dai quali prelevare il fabbisogno per le loro politiche MIOPI. O SONO LO FANNO DI PROPOSITO ????

Mauro ha detto...

Non è che non si siano accorti dove prelevare, e che non vogliono tagliarsi i lori cosidetti "DIRITTI ACQUISITI"!

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