5 dicembre 2017

Pensione Minima INPS: Importo 2018, Requisiti di Reddito e Integrazione al Minimo

Quando spetta l'integrazione al minimo per la pensione INPS: calcolo e limiti di reddito, come fare domanda, altre maggiorazioni sociali per la pensione.
L'integrazione della pensione al trattamento minimo INPS segue regole abbastanza complicate: l'importo dipende dal reddito annuo che si considera però diversamente in base alla data di inizio erogazione della pensione. Da considerare poi altri fattori, ad esempio se si è titolari di più pensioni o di pensione a regime internazionale, e le varie integrazioni di legge avvenute negli ultimi 20 anni. Ci sono poi altre maggiorazioni sociali sulla pensione che seguono regole diverse. Vediamo dunque in questa guida alla pensione minima INPS e all'integrazione al trattamento minimo INPS quale è l'importo, quali sono i limiti di reddito, chi ha diritto alle maggiorazioni, come fare domanda all'INPS [Guida aggiornata per il 2018].

Pensione minima INPS e integrazione al minimo, regole generali - Se l'importo della pensione è inferiore al minimo INPS allora può scattare l'integrazione, che spetta secondo precisi requisiti di reddito personale, di reddito coniugale -del titolare dell'assegno più quello del coniuge- in caso di soggetti coniugati (con separazione legale o divorzio solo il reddito personale), ma attenzione massima a quanto scritto più sotto sulla data di inizio erogazione della pensione. L'importo della pensione minima INPS è fissato ogni anno per legge e per il 2017 era 501.89 euro, per il 2018 è 507.51 euro per effetto della perequazione delle pensioni (adeguamento al tasso di inflazione); da tale importo dipende l'entità dell'integrazione al minimo.

Note importanti:
  • l'integrazione al minimo non dipende dal reddito in caso di pensione di reversibilità ai superstiti
  • l'integrazione della pensione al minimo INPS non spetta a chi iscritto alla gestione separata
  • alla pensioni di vecchiaia liquidate con il sistema contributivo non spetta l'integrazione al trattamento minimo: in altre parole l'integrazione al minimo non spetta a chi ha iniziato a lavorare dal 1 gennaio 1996 in poi e quindi è interamente nel sistema contributivo
  • leggete qui per l'integrazione al minimo della pensione d'invalidità perchè segue regole diverse, quindi abbiamo redatto una guida apposita; qui invece trovate le indicazioni per l'integrazione al minimo dell'assegno ordinario d'invalidità (ricordiamo che pensione d'invalidità e assegno ordinario d'invalidità sono prestazioni del tutto diverse)
  • per le altre maggiorazioni per le pensioni di basso importo riportiamo tutti i dettagli più sotto; specifichiamo che quanto scritto non riguarda in ogni caso l'assegno sociale INPS, ex pensione sociale
Integrazione pensione al trattamento minimo INPS, limiti di reddito 2018 - Nel corso degli anni sono intervenute parecchie modifiche di legge, occorre quindi prestare molta attenzione perchè la normativa cambia in base all'anno in cui è cominciata l'erogazione della pensione:
  • Pensioni erogate fino al 31 dicembre 1993: si considera solo il reddito personale del pensionato / della pensionata, senza guardare a quello del coniuge, il reddito non deve essere superiore al doppio dell'importo minimo INPS dell'anno in corso (calcolato sul totale delle mensilità erogate)
  • Pensione erogata tra il 1 gennaio e il 31 dicembre 1994: come sopra il reddito personale non deve essere superiore a due volte l'importo minimo annuale, ma nel caso che il pensionato / la pensionata sia coniugato/a allora si considera il reddito coniugale che non deve essere più elevato di cinque volte il totale annuo del trattamento minimo INPS
  • Pensioni erogate dal 1 gennaio 1995: come sopra, ma in caso di reddito coniugale non si deve superare il quadruplo del minimo INPS; insomma è stato abbassato il limite per i pensionati coniugati
In questo quadro di sintesi elaborato da pensionioggi.it i limiti di reddito che danno diritto all'integrazione al minimo INPS (insomma, se avete un reddito entro tali importi e la vostra pensione è inferiore alla pensione minima, potete chiedere che venga portata a questo importo):
trattamento minimo INPS, importo pensione minima 2018 e integrazione al minimo
Per ottenere l'integrazione al minimo INPS si deve rispettare anche il limite di reddito personale.
Quali redditi si considerano per il diritto all'integrazione della pensione al minimo INPS? Vanno considerati tutti i redditi assoggettabili IRPEF, anche quelli già tassati alla fonte come le rendite finanziarie (interessi conto corrente o deposito, investimenti vari ecc...); esclusi invece i redditi da casa di abitazione di proprietà, pensioni di guerra, assegno di accompagnamento, trattamenti di famiglia, l’importo aggiuntivo di 154,93 euro (trecentomila lire) introdotto dalla legge 388/2001, sussidi erogati da enti pubblici senza carattere di continuità, l’indennizzo a favore dei soggetti danneggiati da vaccinazioni, trasfusioni e emoderivati.

Integrazione al minimo se ci sono due pensioni o più - Come calcolare l'integrazione al minimo se ci sono due o più pensioni entrambe sotto il minimo INPS? Può essere ad esempio il caso di chi prende la pensione di reversibilità per la morte del coniuge, che si va a sommare alla propria pensione da lavoro o anche alla pensione d'invalidità (che come scritto sopra è integrabile al minimo ma con diverse modalità). I casi possono comunque essere diverse ed eventualmente riguardare più di due pensioni.

Innanzi tutto vale come sempre il principio che il reddito totale non deve superare una certa soglia: valgono le regole su indicate. Vale anche il principio che non si può integrare una pensione calcolata interamente col contributivo, cioè determinata esclusivamente con contributi versati dal 1 gennaio 1996 in poi.

Fatte salve queste regole e specificato che quanto scritto vale se si è divenuti titolari di più pensioni dopo il 14 giugno 2000, se due o più pensioni sono sotto il minimo INPS si può avere l'integrazione solo per una, come specifica articolo 6, comma 3 del decreto legge 638/1983:
  • se pensioni a di gestioni diverse, l'integrazione al minimo è per quella col trattamento minimo d'importo più elevato o, a parità di importo al momento della coesistenza, sulla pensione con decorrenza più remota
  • se pensioni a carico della stessa gestione (ad esempio una pensione di vecchiaia e una di reversibilità, entrambe INPS per lavoratori dipendenti) l'integrazione al minimo si fa sulla pensione diretta (ricordiamo che le pensioni ai superstiti sono dette pensioni indirette); attenzione: se una delle pensioni deriva da un numero di settimane di contribuzione obbligatoria, effettiva e figurativa di almeno 781 settimane (esclusi i contributi volontari e quelli derivanti da periodi successivi alla data di decorrenza della pensione), l’integrazione al trattamento minimo spetta su quest’ultima pensione; siccome l'integrazione al minimo spetta se non sono superati i limiti di reddito, se un soggetto ha per esempio una pensione di vecchiaia da 250€ e una di reversibilità da 150€ l'integrazione sarà concessa (a livello parziale o totale) sulla pensione di vecchiaia, ma se la pensione di reversibilità è determinata con almeno 781 settimane di contributi effettivi allora sarà questa ad essere integrata al minimo, con un vantaggio sull'importo finale complessivo erogabile
Chi prende la pensione minima può domandare l'assegno al nucleo familiare.
Come fare domanda all'INPS per l'integrazione al minimo della pensione - La domanda per l'integrazione della pensione al minimo si può fare in una qualsiasi sede INPS previdenziale, oppure tramite raccomandata A/R, o ancora con l'aiuto di un patronato. Si può fare al momento della domanda di pensione o in seguito quando già la si prende, in ogni caso occorre inserire anche una dichiarazione reddituale attestante i redditi percepiti nello stesso anno durante il quale viene erogata la prestazione.

Altre maggiorazioni sociali per la pensione - Da considerare inoltre che i pensionati che dal 2002 hanno avuto la maggiorazione fino a un milione di lire, ovvero 516 euro, hanno diritto ad una pensione da 638,83 euro (1.236.947 di lire) in virtù della maggiorazione fissa da 136.44 euro. Hanno diritto a questa maggiorazione i titolari di pensione d'inabilità con almeno 60 anni (cioè gli invalidi civili al 100%), oppure tutti gli altri pensionati (lavoratori dipendenti o autonomi) con almeno 70 anni di età, in entrambi i casi con reddito annuo massimo di 8.389,57 euro se soli, 14278.55 euro se coniugati. Per ogni 5 anni di contributi versati si abbassa di un anno l'età anagrafica minima. Ci sono maggiorazioni parziali a partire dai 60 anni.

C'è poi un'altra maggiorazione sulla pensione che viene erogata una volta l'anno: per tutti i dettagli leggete la guida Quattordicesima mensilità INPS, qui diciamo che spetta ai pensionati con un reddito non superiore a una volta e mezza la pensione minima (dal 2017 è stato alzato il limite massimo di reddito per ottenerla e anche aumentato l'importo).
Ricordatevi che c'è anche la social card, carta acquisti per pensionati
Infine, un'altra maggiorazione sociale sulla pensione spetta ai pensionati il cui trattamento annuo complessivo erogato dall'INPS non sia superiore a 6.602,91 euro, comprese integrazione al minimo e eventuali maggiorazioni sociali. Questo importo aggiuntivo è una somma fissa di 154,94 euro corrisposta con la mensilità di dicembre. Nel caso in cui invece superi il limite suddetto l'importo aggiuntivo è in misura parziale, fino a raggiungere il minimo INPS più l'importo aggiuntivo stesso.

2 commenti:

CristinaN ha detto...

Salve,
volevo capire per mia madre se ha diritto a integrazione alla pensione minima...
Quando si parla di REDDITO IRPEF: va considerato solo il REDDITO IMPONIBILE risultante dalla dichiarazione dei redditi (ossia al NETTO degli oneri deducibili), oppure occorre aggiungere anche i REDDITI FONDIARI NON IMPONIBILI (è proprietaria di una casa al di fuori della abitazione principale)?
Mi sono rivolta al patronato ma mi hanno guardato la dichiarazione in modo sommario dicendo che non ne aveva diritto a causa di redditi fondiari, ma il commercialista afferma che essendo soggetto a IMU NON fanno parte del reddito irpef.
Vi ringrazio in anticipo per la risposta.
Cordiali saluti

Christian Citton ha detto...

Questione abbastanza complessa perchè va specificato che è sì vero che l'IMU sostituisce, per la componente immobiliare, l'IRPEF e le addizionali dovute sui redditi fondiari relativi ai beni (fabbricati e terreni) non locati, ma con la circolare n. 5/E/2013 l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che per alcuni redditi, espressamente elencati dalle disposizioni che regolano l'IMU, non si produce l'effetto di sostituzione. Si tratta del reddito agrario, dei redditi di fabbricati relativi a beni locati diversi da quelli cui si applica la cedolare secca, dei redditi derivanti dagli immobili che non producono reddito fondiario e dei redditi degli immobili posseduti dai soggetti passivi IRES.
Senz'altro il vostro commercialista avrà ben chiara la situazione di sua madre nei dettagli (come può intuire, dire a noi "è proprietaria di una casa al di fuori della abitazione principale" non consente una risposta certa) e sarà a conoscenza di eventuali aggiornamenti normativi, dunque le consigliamo di chiedere ancora a lui la conferma, sulla base della circolare su menzionata e della situazione specifica di sua madre, se effettivamente siano da considerarsi come detto alternativi all'Irpef.

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