1 gennaio 2017

Requisiti Naspi con Cassa Integrazione, Malattia, Congedi e Lavoro all'Estero

Per il calcolo della Naspi non si contano i periodi di infortunio, malattia, cassa integrazione, permessi e congedi, lavoro all'estero con paesi non convenzionati: i chiarimenti dell'Inps - Per calcolare le 13 settimane di contributi versati nei 4 anni precedenti la richiesta dell'indennità di disoccupazione Naspi, non si contano i giorni di infortunio, malattia, cassa integrazione (anche straordinaria e, come chiarisce l'INPS con la circolare 142 del 30 luglio, anche in deroga), l'aspettativa sindacale (cfr sempre la circolare INPS 142/2015) e i periodi di sospensione del lavoro per congedi e assenze: l'Inps considera ininfluenti questi periodi e di conseguenza il disoccupato può beneficiare di un'estensione del quadriennio di riferimento. Stesso discorso per i periodi di la­voro all'estero in Paesi non con­venzionati con l'Italia in materia di sicurezza sociale: non vengono considerati. Con diverse circolari l'Inps ha quindi chiarito il metodo di calcolo della Naspi, la quale è entrata in vigore il 1 maggio 2015. Inoltre non viene richiesto nessun requisito di anzianità assicurativa come avveniva per l'indennità di disoccupazione Aspi per la quale bisognava essere iscritti all'Inps da almeno 24 mesi. Guida aggiornata per il 2017.

Per ottenere la Naspi è necessaria una contribuzione minima pari a 13 settimane di contributi versati nei 4 anni precedenti l'inizio del periodo di disoccupazione. Sono quindi conteggiate tutte le settimane retribuite, ma deve essere stata erogata o dovuta una retribuzione non al di sotto dei minimali settimanali; il minimale non si applica ai lavoratori domestici, agli agricoltori e agli apprendisti.
Chi prende l'indennità di disoccupazione può accedere all'assegno di ricollocamento, altra novità del Jobs Act.
Non conteggiando i periodi suddetti si rende più agevole la fruizione dell'indennità di disoccupazione perchè viene ampliato, in tali situazioni, sia il quadriennio entro cui ricercare la presenza delle 13 settimane di contribuzione utile alla Naspi, sia il periodo di 12 mesi precedenti la cessazio­ne del rapporto di lavoro in cui devono collocarsi le 30 giornate di effettiva attività lavorativa.
Conviene fare un esempio perchè ci rendiamo conto che non è molto chiaro:
  • per la Naspi sono necessarie 13 settimane di contributi nei 4 anni precedenti la perdita dell'occupazione e almeno 30 giorni di lavoro nei 12 mesi prima l'inizio del periodo di disoccupazione
  • se si perde il lavoro ad esempio il 15 maggio 2015, normalmente si dovrebbe andare indietro fino al 15 maggio 2011 per il calcolo delle 13 settimane di contributi
  • se però ci fosse una cig a zero ore dal 31 maggio 2011 al 1 dicembre 2008 (totale 30 mesi) ed una malattia non integrata dal 20 ottobre al 25 novembre 2008, le 13 settimane di contribuzione andrebbero cercate nel periodo dal 15 maggio 2015 all'8 ottobre 2008 (il quadriennio si allunga della somma di cassa integrazione + malattia)
Alcune giornate non sono incluse nel calcolo della Naspi: ecco qualiL'Inps precisa inoltre che sono validi, per il calcolo dell'indennità di disoccupazione Naspi, i contributi effettivi versati durante il rapporto di lavoro dipendente e quindi anche i contributi figurativi per la maternità obbligatoria e di congedo parentale, i periodi di lavoro all'estero nei paesi UE o convenzionati, i periodi di astensione dal lavoro per malattia dei figli (massimo 8 anni di età) a condizione che complessivamente non siano stati superati i cinque giorni nel corso dell'anno.
Nella sezione Riforma del lavoro trovate tutte le guide sulle nuove indennità di disoccupazione Naspi, DisColl e Asdi
Se viene rispettato il requisito delle 13 settimane di contributi versati nell'ultimo quadriennio, la Naspi si può richiedere se nei 12 mesi precedenti l'inizio della disoccupazione si è prestata attività lavorativa per almeno 30 giorni di lavoro effettivo, quindi non vanno contate le assenze dal posto di lavoro per usufruire dei benefici di legge: le ferie e festività, i vari permessi e congedi, la  malattia... Va però specificato che per i periodi di assenza dal lavoro per congedo di maternità obbligatoria, se all'inizio dell'astensione era già versata o dovuta contribuzione ed i periodi di congedo parentale, se indennizzati e intervenuti in costanza di rapporto di lavoro, e si siano verificati o siano in corso nei 12 mesi precedenti la data di inizio del periodo di disoccupazione (cessazione del contratto di lavoro), determinano un ampliamento - pari alla durata degli eventi stessi - del periodo di 12  mesi nel quale si devono avere le 30 giornate di lavoro effettive.
L'ampliamento del periodo di osservazione - ribadiamo: dei 12 mesi in cui cercare i 30 giorni di lavoro effettivo - avviene anche per malattia e infortunio sul lavoro nel caso non vi sia integrazione della retribuzione da parte del datore di lavoro (sempre nel rispetto del minimale retributivo).

17 commenti:

Anonimo ha detto...

Se io mi licenzio per motivi personali(figli piccoli)mi tocca la disoccupazione?

Christian Citton ha detto...

"per motivi personali" e "per figli piccoli" non vogliono dire niente: di base la Naspi è concessa solo per perdite di lavoro non volontarie (licenziamento, fine contratto, chiusura azienda ecc...), ma ci sono casi particolari che ammettono il diritto all'indennità in caso di dimissioni volontarie per giusta causa oppure se si è ancora nel periodo del congedo di maternità. Legga la guida indicata su nell'articolo che può raggiungere dal link in rosso "calcolo dell'indennità di disoccupazione Naspi" per tutti i dettagli.

Maximilian 1. ha detto...

Gradirei sapere se al Termine della fruizione della mia Naspi(totale 718 giorni di durata)è possibile avere un proseguimento o estensione della Naspi stessa.Bisogna nuovamente lavorare in tal periodo?Altro Quesito:In caso di malattia spetta qualche Indennità al disoccupato o in Naspi?Grazie.Massimiliano.

Christian Citton ha detto...

Beh, alla prima domanda la risposta è ovviamente no, ovvio che si deve lavorare in seguito per poterla domandare di nuovo. Provi comunque a vedere se potrà chiedere l'indennità di disoccupazione Asdi. Per la seconda domanda, non capiamo cosa chiede: se intende dire che mentre prende la Naspi si ammala le spetta qualcosa (come la malattia quando si lavora), la risposta è no.

Flavia Savorè ha detto...

Buonasera, i requisiti necessari per avere diritto alla naspi mi sono chiari, non ho capito però una cosa sul calcolo della durata: se io nei 4 anni precedenti l'inizio della naspi ho 2 anni di cigs per il conteggio andranno indietro di altri 2 anni oppure faranno i conteggi sui 2 anni di lavoro effettivo? Grazie

Christian Citton ha detto...

Si va indietro di ulteriori 2 anni: nell'articolo c'è un esempio con date precise per chiarire meglio.

Marina Markovic ha detto...

Buongiorno, Io ho lavorato sempre nei ultimi 16 anni. Ho dovuto dare le dimissioni in seguito alla nascita di mio figlio. Sono stata in maternità obligatoria 14 mesi( per lavoro ad alto rischio) e 4 mesi in maternità facoltativa. In totale 18 mesi. Ho dirito alla NASPI? Specifico che ho dato le dimissioni 30/09, il mio figlio ha compiuto un anno 25/10. Grazie per la risposta

Penny965 ha detto...

buongiorno,
come mai la circolare ministeriale del jobacts include nel computo dei 30 giorni di lavoro effettivi (oltre alle settimane negli ultimi 4anni) necessari per la Naspi anche i giorni di ferie, ma sembra che l'INPSnon lo riconosca ed emettedue circolaripraticamente contrastanti?
Le feriein busta paga contano per il computo dei 30 giorni come dice il governo oppure no?
E? motvo di rigetto della domanda Naspi, ma siccome ogni sede Inps fa come gli pare, vorrei sapere come stanno le cose. Anche il patronatobrancola nel buio.

Christian Citton ha detto...

E' una situazione che ha creato fin da subito, nel 2015, problemi di interpretazione che poi la pratica ha risolto, purtroppo per lei negativamente. Per la verità, dal punto di vista normativo non mi pare sia mai giunto un chiarimento definitivo.
Come detto nel nostro articolo, i giorni di ferie non vengono considerate dall' INPS nel calcolo dei 30 giorni di lavoro effettivo, perchè nella circolare 94/2015 è riportato che
-il lavoro effettivo corrisponde alle giornate indicate nel flusso mensile UNIEMENS – con i quali i datori di lavoro trasmettono i dati retributivi e contributivi – col codice “S” (quindi escludendo, malattia, infortunio, ferie, permessi, festività, ecc).
-le giornate di malattia, infortunio e assenze per permessi e congedi “determinano un ampliamento – pari alla durata degli eventi medesimi – del periodo di dodici mesi all’interno del quale ricercare il requisito delle trenta giornate”.
Questo è come opera l'INPS, l'incongruenza è che nella circolare 197/2015 poi l'INPS riporta pari pari quanto il Ministero ha comunicato col Jobs Act, ovvero che "per giornate di “effettivo lavoro” devono intendersi le giornate di effettiva presenza al lavoro, a prescindere dalla loro durata oraria, compresi i periodi di sospensione del lavoro derivanti da ferie, festività, infortuni e maternità (circolare n. 24/2015)".
Sinceramente pare un muro su cui sbattere, non saprei che dire per risolvere la questione.

marciodentro ha detto...

Salve, vorrei sapere se dopo un anno di aspettativa non retribuita, al rientro fossi licenziato potrei accedere alla naspi. Grazie in anticipo.

Christian Citton ha detto...

Se venisse licenziato subito, no: il motivo è che nei 12 mesi antecedenti l'inizio della disoccupazione, cioè al termine del contratto di lavoro o al licenziamento, è richiesto il requisito di almeno 30 giorni di lavoro effettivo con i contributi e la paga. Essendo lei stato in aspettativa non retribuita per un anno le occorrerebbe lavorare almeno 30 giorni.

Zeudy Mainardi ha detto...

Buonasera, ho lavorato per un anno ma il lavoro effettivo è solo di 28 giorni perchè poi ho scoperto di avere un cancro e tra il periodo delle chemio e l'intervento non sono più rientrata fino al licenziamento.
Ho letto che non ho diritto alla naspi perchè escludono la malattia dal lavoro effittivo. Ma nel caso di gravi malattie e cure salvavita non ci sono eccezioni?
Grazie

Christian Citton ha detto...

Purtroppo non ci risulta che, per quel che riguarda contributi figurativi - malattia - Naspi, ci siano in questi casi delle eccezioni.

Anonimo ha detto...

La mia azienda, ci vuole mettere in cassa integrazione per 13 settimane a rotazione(una settimana 3o4 operai, una settimana altri e così via) poi altre 13 settimane con lo stesso criterio se non cambia la situazione, per poi arrivare a ridurre il personale se non entra del lavoro.
Abbiamo comunque diritto alla naspi?

Anonimo ha detto...

L azienda da dove lavoro ci ha sempre dato i buoni pasto, all'improvviso ce li hanno tolti (potevano farlo?) Ora hanno deciso di pagarci lo straordinario completamente con i buoni pasto... è legale come cosa?

Christian Citton ha detto...

Ma assolutamente no! I buoni-pasto sono solo sostituti del servizio mensa, mica possono essere usati per pagare stipendio o straordinari. Contributi previdenziali, assicurazione Inail ecc... dove sono? Del tutto illegale.

Christian Citton ha detto...

In che senso scusi? Finchè siete in cassa integrazione non potete richiedere la Naspi, se venite licenziati vale quanto scritto nell'articolo.

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