17 aprile 2015

Periodo di Prova: Quando il Recesso è Sempre Legittimo?

Il datore di lavoro può recedere dal patto di prova anche se il dipendente ha svolto mansioni superiori o appartiene alle categorie protette - La Cassazione ha emesso due importanti sentenze nel mese di gennaio 2015 con le quali si indicano i limiti del periodo di prova tra lavoratore e datore: nella prima si stabilisce quando è legittimo recedere dal patto di prova, nel secondo ha precisato che il datore può licenziare anche il lavoratore disabile, ma solo se non ha portato a termine con successo il periodo di prova. Nel secondo caso il lavoratore portatore di handicap può contestare il recesso dal patto di prova se questo è stato esercitato in quanto appartiene alle categorie protette. Vediamo quando è legittimo recedere dal periodo di prova e quando il datore può considerare concluso il rapporto lavoro con il dipendente portatore di handicap. Questa guida è divisa in tre parti, potete trovare la prima parte nell'articolo Patto di Prova: Cos'è, Quando è Nullo e la seconda parte nell'articolo Patto di Prova: Quando la Durata può Superare i 6 Mesi.

Recesso dal periodo di prova senza obbligo di motivazioni, quando e perché?

Recesso dal patto di prova anche per lavoratori portatori di handicap e per mansioni superioriLa Suprema Corte ha stabilito che il datore di lavoro può recedere dal patto di prova, anche quando il dipendente viene assegnato a mansioni superiori in confronto a quelle stabilite nel patto stesso, senza l'obbligo di motivarne le ragioni. Il recesso dal periodo di prova si può esercitare solo se la valutazione negativa riguarda unicamente le mansioni inizialmente previste nel patto, ovvero quelle con le quali si intende provare le capacità e il comportamento del dipendente. Quindi nella valutazione negativa a carico del lavoratore, non devono essere considerate le mansioni più impegnative per le quali è stato impiegato durante il periodo di prova.
Ad esempio se il lavoratore viene assunto per svolgere un lavoro impiegatizio che richiede l'impiego dei soli strumenti informatici, ma in seguito il datore di lavoro chiede di provvedere anche alla mansione di magazziniere e di mulettista, allora queste vanno considerate mansioni superiori: l'eventuale recesso dal periodo di prova deve essere basato solo sulla valutazione negativa del suo operato come impiegato e non per altri incarichi.

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Recesso dal patto di prova: lavoratori appartenenti alle categorie protette

La seconda sentenza emessa dalla Cassazione ha sancito che se il lavoratore portatore di handicap, non supera il periodo di prova, allora il datore ha la facoltà di licenziarlo. Il licenziamento del dipendente appartenente alle categorie protette, può essere effettuato anche in assenza di un avviso scritto dal datore. In sostanza l'appartenenza alle categorie protette non influisce sul regolamento del patto di prova, che rimane identico a quello previsto per tutti gli altri lavoratori.
Anche se il periodo di prova viene stipulato in modo regolare con un lavoratore portatore di handicap, il recesso dal patto di prova non è sottoposto alle norme che si applicano al licenziamento individuale, quindi non è necessario comunicare per iscritto le regioni del recesso.
In sostanza il datore di lavoro sta mettendo alla prova il dipendente appartenente alle categorie protette, e se la valutazione in merito alle mansioni previste nel patto di prova risulta negativa, allora il recesso dal periodo di prova si considera legittimo.

Ricordiamo che tale diritto del datore di lavoro si considera illegittimo se viene esercitato in modo illecito, ossia se sul giudizio negativo influisce la condizione di handicap del dipendente.

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