17 aprile 2015

Patto di Prova: Cos'è, Quando è Nullo

Che cos'è il patto di prova? Quando si deve considerare nullo? Quando si può ripetere? - Il patto di prova è un accordo con il quale datore di lavoro e lavoratore fissano volontariamente un periodo di prova prima di instaurare un rapporto di lavoro temporaneo o definitivo. Se il datore di lavoro ha già intrattenuto rapporti di collaborazione con un dato lavoratore, allora il periodo di prova non serve: il patto di prova ha come scopo anche di permettere al datore di lavoro di verificare le competenze del dipendente e al temine del periodo di sperimentazione, assumere il lavoratore o concludere il contratto di lavoro senza bisogno di motivazioni. Il patto di prova è disciplinato dall'articolo 2096 del Codice Civile, nel quale si sancisce che se viene stabilito un tempo minimo, non si può recedere prima di tale data. Ma quanto può durare il periodo di prova? Quando il patto di prova è nullo? Quando il recesso è illegittimo? Quando è ripetibile? Questa guida è divisa in tre parti, potete trovare la prima parte nell'articolo Periodo di Prova: Quando il Recesso è Sempre Legittimo? e la seconda parte nell'articolo Patto di Prova: Quando la Durata può Superare i 6 Mesi.

Patto di prova, durata massima e quando è nullo

Il patto di prova può protrarsi al massimo per sei mesi, periodo durante il quale sia il datore di lavoro che il lavoratore possono valutare le capacità e le attitudini del dipendente e se la mansione è adatta alla proprie competenze: al termine del periodo la prova si può trasformare in un contratto di lavoro oppure si può interrompere senza che sia necessario motivarne le ragioni.
Nel momento in cui il datore di lavoro ha già conosciuto il dipendente e le sue capacità, in quanto al lavoratore era stato proposto in precedenza un contratto di lavoro a termine, allora il patto di prova è nullo: se viene utilizzato nuovamente il periodo di prova, il patto si considera illegittimo e il datore di lavoro deve assumere a tempo indeterminato il dipendente. Questo è quanto viene stabilito in una sentenza della Cassazione del 25 marzo 2015, sentenza a nostro avviso molto interessante in quanto viene finalmente dichiarata illegittima una consuetudine ormai molto diffusa, ovvero quella di passare da un contratto a tempo determinato ad uno a tempo indeterminato utilizzando però un periodo di prova nell'intermezzo. Ora la Suprema Corte stabilisce che questa pratica è illegittima, infatti il patto di prova serve a tutelare sia gli interessi del datore di lavoro che quelli del lavoratore i quali possono valutare la reciproca convenienza al contratto.
Patto di prova illegittimo: quando è perché deve essere considerato taleOgni patto di prova che non ha come fine questa fase di reciproca conoscenza, è da considerarsi nullo.

In particolare il patto di prova è nullo e il contratto di lavoro deve essere considerato già consolidato nel momento in cui:
  • il dipendente ha già svolto le stesse mansioni
  • ha già lavorato per lo stesso datore di lavoro, anche in periodi non ravvicinati
  • il precedente contratto o periodo di prova deve essere durato a sufficienza, ovvero deve aver consentito al datore di lavoro di verificare le capacità del dipendente
Leggi anche le guide utili:
Come Scrivere il Curriculum Vitae e la Lettera di Presentazione Come Affrontare il Colloquio di Lavoro

Recesso dal periodo di prova da parte del datore di lavoro: quando è illegittimo?

Il datore di lavoro non può recedere dal patto di prova se:
  • è stata stabilita una durata minima: il recesso dal patto di prova può avvenire solo dopo la scadenza del termine
  • la prova non è stata concretamente consentita
  • la prova è stata portata termine con successo da parte del lavoratore ovvero le sue capacità sono risultate adatte allo svolgimento della mansione
  • il lavoratore viene licenziato in modo illecito o per motivi estranei al rapporto di lavoro
Nell'ultimo caso sarà il lavoratore a dover dimostrare la sussistenza di una di queste situazioni per ottenere l’annullamento del recesso.

Il patto di prova si può ripetere in un solo caso, ovvero quando il datore di lavoro deve verificare oltre alle qualità professionali, anche la personalità e il comportamento del lavoratore, in relazione allo svolgimento della mansione affidatagli.

Alla conclusione del periodo di prova il dipendente deve essere assunto e il periodo di lavoro svolto durante la prova, deve essere calcolato come anzianità lavorativa.

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