18 marzo 2015

Conviene il TFR in Busta Paga? 5 Cose da Sapere

Dal 1 aprile 2015 i lavoratori dipendenti potranno richiedere il trattamento di fine rapporto in busta paga che acquisirà la forma di aumento della retribuzione mensile. Con la Legge di Stabilità è stata inoltre estesa la possibilità di richiedere al datore di lavoro la quota mensile di TFR nello stipendio anche ai dipendenti privati che lavorano da almeno sei mesi, per il periodo compreso tra il 1 aprile 2015 e il 30 giugno 2018. In sostanza il Tfr in busta paga può rappresentare, per chi è in difficoltà, una sorta di boccata d'aria, ma bisogna valutarne svariati aspetti: vediamo quali sono in questo articolo che fa parte della guida in più parti TFR In Busta Paga: Conviene Fare Domanda?

TFR in busta paga, come deve fare richiesta il lavoratore?

I lavoratori dipendenti possono incassare il TFR nello stipendio se lavorano per la stessa azienda da almeno sei mesi, per ottenerlo devono presentare una domanda, chiamata Istanza di accesso, all'ufficio risorse umane della propria azienda, che a sua volta deve richiederne l'accettazione all'Inps.
Prima di presentare questa domanda è importante soffermarsi e valutarne bene tutti gli aspetti in quanto non è possibile recedere da questa decisione, infatti il lavoratore dipendente continuerà ad incassare il trattamento di fine rapporto in busta paga nel periodo che va dal 1 aprile 2015 al 30 giugno 2018 e non potrà modificare la scelta per tutta la durata dell'operazione. Si ricorda che è possibile presentare domanda per il TFR in busta paga per tutta la durata del periodo, anche in prossimità della scadenza.

La liquidazione del TFR in busta paga avviene entro il mese successivo alla domanda, questa scadenza potrebbe slittare di un mese se l'azienda richiede un finanziamento bancario.
Il Sole 24 Ore mette a disposizione questo calcolatore del TFR in busta paga, strumento gratuito per sapere quanto spetta al lavoratore decide per avere la quota mensile del Trattamento di Fine Rapporto nello stipendio.

Trattamento di fine lavoro in busta paga, quali sono gli obblighi dell'azienda?

Le aziende con meno di 50 dipendenti possono accedere ad un finanziamento per pagare il TFR in busta paga. L'azienda è tenuta a comunicare all'Inps i dati dei dipendenti che hanno presentato domanda: l'invio avviene per via telematica.

Trattamento di fine rapporto in busta paga, a quanto ammontano le tasse?

Il TFR in busta paga viene tassato con le stesse norme che regolano le imposte sui redditi, quindi all'aumentare dello stipendio segue un'aumento delle tasse da versare al Fisco. Se il lavoratore si avvale di una tassazione agevolata, come ad esempio quella spettante per i fondi pensione, prima di presentare domanda è bene che ne valuti il rapporto fra benefici e costi. Per tutti i dettagli leggete la guida Tasse che gravano sul TFR in busta paga: convenienza ridotta.

TFR in busta paga e fondo pensione

Se il lavoratore che presenta domanda per il TFR in busta paga aderisce a un fondo pensione integrativo, questi, in futuro, disporrà di cifre più basse: non accantonare il TFR nel lungo periodo può arrivare a ridurre la rendita del fondo pensione del 30%. Per tutti i dettagli leggete le guide:

Trattamento di fine lavoro in busta paga, cosa succede alle quote già accantonate per il TFR?

Il TFR maturato in azienda o sul fondo pensione prima del 1 aprile 2015 non subirà cambiamenti: la legge prevista dalla Legge di Stabilità riguarda solo il TFR che deve ancora essere maturato.

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