18 marzo 2015

Le Tasse sul TFR in Busta Paga ne Eliminano la Convenienza?

Vantaggi e svantaggi del TFR in busta paga: tasse, detrazioni fiscali e prestazioni sociali – Dal 1 aprile 2015 i lavoratori dipendenti possono domandare di avere la quota mensile del trattamento di fine rapporto nello stipendio invece che lasciarlo in azienda, eventualmente accantonato per un fondo pensione integrativo. Analizziamo in questo articolo la convenienza fiscale (anzi, la "sconvenienza" come vedrete dai numeri) di scegliere di avere il TFR nello stipendio per 3 anni, fino al 30 giugno 2018 quando dovrebbe terminare questa sperimentazione voluta dal governo Renzi; per altri aspetti di questa opportunità, tra cui chi può scegliere, leggete il focus Trattamento di Fine Rapporto, guida alla scelta.


La scelta volontaria di avere la quota mensile di TFR in busta paga vincola il lavoratore fino al 30 giugno 2018, non si può tornare indietro: conviene quindi valutare con attenzione se avere qualche euro in più per le spese quotidiane ma pagando più tasse e rischiando di vedersi ridurre le agevolazioni fiscali e gli aiuti sociali alla famiglia oppure lasciarlo in azienda, magari scegliendo di accantonare parte del TFR per la pensione integrativa (aggiornamento 2016: abbiamo fatto delle proiezioni e si ha la conferma che conviene destinare il TFR per un fondo pensione). Ognuno deve valutare attentamente perchè ogni caso può essere diverso dall'altro ma un elemento rimane comune, ovvero le tasse che si pagano sul TFR in busta paga.

TFR in busta paga, tassazione ordinaria – Infatti chi sceglie di avere la parte mensile del trattamento di fine rapporto nello stipendio, magari per avere qualche euro in più per le spese quotidiane (ricordiamo che per una normale condizione lavorativa il TFR corrisponde a circa uno stipendio all'anno) sappia che non viene applicata la tassazione agevolata ma l'ordinaria aliquota Irpef, con in più le solite addizionali locali.
Come riporta il Corriere della Sera, secondo gli analisti del Caf Acli "la forbice di tassazione separata sul Tfr si attesta normalmente tra il 23 e il 26%, allo stesso livello dei primi due scaglioni Irpef che scontano due aliquote al 23 e 27% (rispettivamente fino a 15 mila euro lordi di reddito e dai 15 mila ai 28 mila euro)".
Il Sole 24 Ore mette a disposizione questo calcolatore del TFR in busta paga, strumento gratuito per sapere quanto spetta al lavoratore decide per avere la quota mensile del Trattamento di Fine Rapporto nello stipendio.
le tasse sul tfr in busta paga Ma non è finita qui, perchè il TFR in busta paga equivale a fini fiscali ad un aumento di stipendio, quindi avrà effetti negativi sulle detrazioni fiscali in dichiarazione dei redditi (per lavoro dipendente, per familiari a carico...) e pure sul calcolo del Reddito ISEE al quale sono legate prestazioni sociali come gli assegni familiari, l'accesso all'asilo nido, il bonus bebè, le esenzioni Tasi e altro ancora come ad esempio l'importo delle tasse universitarie.

Una scelta del governo Renzi che non esitiamo a definire folle perchè i numeri parlano chiaro, almeno quelli forniti da corriere.it: un lavoratore con reddito lordo da 18mila euro l'anno, scegliendo il TFR nello stipendio, avrebbe 72€ al mese in più, con reddito lordo da 25mila euro l'anno 100€ al mese, con reddito lordo da 35mila euro l'anno 125€. Facile è che tali aumenti di reddito mensile se ne vadano appunto in tasse in più e prestazioni sociali in meno, oltre al fatto che col TFR in busta paga si riduce la pensione integrativa che prenderebbe in futuro chi è iscritto ad un fondo pensione.

Ribadiamo che dovete assolutamente valutare attentamente la vostra situazione individuale, ma riportiamo a titolo di esempio i numeri resi noti dal Caf Uil e da Mefop, società del ministero dell'Economia per i fondi pensione (numeri non esaustivi ma basati solo sulla tassazione TFR):
  • il lavoratore con reddito da 18mila euro lordi l'anno perderebbe in 5 anni tra i 1200€ ed i 1700€ optando per il TFR in busta paga anzichè lasciato in azienda e accantonato per la pensione integrativa o la liquidazione finale
  • il lavoratore con reddito da 25 mila euro lordi l'anno perderebbe in 5 anni tra i 1500€ ed i 2400€ circa optando per il TFR in busta paga perchè se avrà un reddito più alto di 6015€ (circa 100€ al mese in più come scritto sopra per 60mesi --> la proiezione ipotizza una sperimentazione che prosegue altri 2 anni dopo il 2018), ma lasciato in azienda darebbe poi 7602€, se accantonato in un fondo pensione con rendimento medio al 3% e con un'inflazione media annua del 2% renderebbe poi 8467€ (da considerare come detto poco sopra che la pensione integrativa viene sensibilmente ridotta scegliendo per il Tfr in busta paga)
  • questo per via anche del prelievo Irpef al 38% sul TFR nello stipendio invece che al 25.3% se lasciato in azienda: ad esempio con un reddito annuo da 35mila euro lordi si ha un trattamento di fine rapporto da 1806€ all'anno, il che porta a pagare 300€ in più di tasse tra Irpef e addizionali scegliendo di averlo in busta paga; in più da considerare la possibile riduzione delle prestazioni sociali e delle detrazioni fiscali
Ma attenzione, c'è ancora un altro elemento da considerare! Eh sì perchè la situazione è davvero complessa e le scelte del governo Renzi in materia fiscale hanno creato una bella confusione.
Va infatti considerato che la Legge di Stabilità 2015 ha aumentato la tassazione sui fondi pensione, rendendo ancora più complessa la situazione e costringendo i lavoratori/contribuenti ad armarsi di calcolatrice o di rivolgersi a Caf e commercialisti per valutare al centesimo le conseguenze di una scelta difficile.

Nessun commento:

Trova offerte di lavoro in tutte le città italiane: