20 febbraio 2015

Partita Iva, Meglio il Regime dei Minimi o il Forfettario?

Una persona fisica che apre la Partita Iva nel 2016 non può più scegliere tra il regime dei minimi e quello nuovo forfettario, ma solo il secondo come già abbiamo informato nell'articolo Partite Iva agevolata, dal 2016 solo forfettaria Tuttavia sono molti gli autonomi che hanno aperto in precedenza una partita Iva ai minimi: questi possono passare al nuovo regime forfettario se lo ritengono conveniente. Ma appunto conviene la Partita Iva col regime dei minimi (imposta sostitutiva al 5% per ricavi annui sotto i 30.000€) o il nuovo regime forfettario con imposta al 15% per ricavi annui tra 15.000€ e 50.000€ in base al settore economico? Sono parecchi gli elementi da considerare, vediamo quali.

Requisiti per Partita Iva regime minimo o forfettario

Per avere un vantaggio dal nuovo regime forfettario per la Partita Iva il reddito da lavoro autonomo o impresa deve essere superiore di quello da lavoro dipendente o assimilato (ex: pensione), mentre tale vincolo non c'è per il classico regime dei minimi: facile intuire che ad esempio un pensionato che vuole cambiare il regime di partita Iva per una sua attività deve farsi bene i suoi conti perchè il forfettario non appare molto conveniente in una simile condizione.

Sia per il regime dei minimi che per quello forfettario, se a fine anno non sono confermati i requisiti del momento dell'apertura allora la partita Iva agevolata viene meno e si passa a quella normale dall'anno seguente (ad esempio se i requisiti di reddito non sono confermati a fine 2016, anno in cui si apre la Partita Iva con uno dei due regimi, è dal periodo d'imposta 2017 che il regime agevolato viene annullato). Ma attenzione: se viene superato di oltre il 50% il limite di reddito col classico regime dei minimi la Partita Iva agevolata viene meno non l'anno seguente ma lo stesso anno e si devono quindi rifare i conti per pagare l'Iva piena e detrarre quello di cui si avrebbe diritto, cosa che non dovrebbe accadere col nuovo regime forfettario che per l'anno in corso rimarrebbe, decadendo solo quello successivo.

Per quel che riguarda i contributi previdenziali, i due regimi sono equivalenti.

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Partita Iva con regime minimi o forfettario: Modello Unico, imposte dovute, agevolazioni e detrazioni

per la partita iva agevolata conviene il regime forfettario o è meglio il regime dei minimi?Nella dichiarazione di inizio attività per entrambi i casi si deve barrare la casella "regime di vantaggio", quindi per esplicitare la scelta si ritiene che siano fondamentali il comportamento concludente (cioè cosa si indica sulle fatture emesse) e soprattutto la dichiarazione dei redditi col Modello Unico. Infatti col classico regime dei minimi il reddito va determinato con precisione e indicato appunto nel Modello Unico, invece col nuovo regime forfettario c'è la determinazione forfettaria con una percentuale di componenti negativi predeterminata. Sempre attenzione però al punto su esposto sul superamento dei limiti di reddito.

Tasse e imposte col regime dei minimi o forfettario per la Partita Iva agevolata: ovvio che di primo acchito sembra più conveniente il classico regime dei minimi visto che l'aliquota è al 5% invece che al 15% del ricavato / fatturato imponibile (ovvero il totale moltiplicato per il coefficiente di redditività che varia dal 40% al 78% in base al settore), solo che col nuovo regime si possono avere riconosciuti costi forfettari e le nuove attività pagano per i primi cinque anni il 5%, quando il vecchio regime dei minimi si estingue dopo cinque anni, facendo passare al ben più caro regime normale (il forfettario invece dopo il primo lustro aumenta l'aliquota dal 5% al 15% ma continua finchè i requisiti sono rispettati); inoltre commercianti e artigiani che aprono una nuova Partita Iva con regime forfettario pagano i contributi previdenziali non considerando il minimale fisso. Leggete comunque la guida alla partita Iva forfettaria suggerita ad inizio articolo per dettagli fondamentali.

I due regimi sono comunque accomunati dall'esclusione dall'addebito dell'imposta, dal divieto di detrazione, dal versamento dell'Iva acquisti per le operazioni interne soggette a reverse charge; invece per il nuovo forfettario se entro i 10.000€ all'anno gli acquisti di beni intracomunitari non portano a versamento Iva.

1 commento:

Davide Marciano ha detto...

Il paragone chiaramente non regge per i professionisti. Probabilmente commercianti e artigiani, come scritto giustamente, potrebbero avere dei vantaggi

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